Luisa Spagnoli è la donna che ha creato i Baci Perugina e un’industria di successo.

La donna e i Baci, infatti, è il titolo che dedichiamo a una delle donne più visionarie e innovative del diciannovesimo secolo.

Non solo una donna di successo nel suo lavoro ma anche una pioniera per quanto riguarda i servizi sociali e i diritti civili. Mentre gli uomini erano al Fronte per combattere nella I Guerra Mondiale, lei apriva le porte della fabbrica alle donne.

Organizzava le loro giornate in modo da permettergli di restare vicine ai loro figli, aprendo asili nido industriali. Da questo punto di vista la Perugina era considerata la più avanzata industria di tutta l’Europa.

Luisa Spagnoli

Luisa nacque a Parigi nel 1877 figlia di Pasquale Sargentini, pescivendolo, e di Maria Conti, casalinga. A 21 anni sposò Annibale Spagnoli e insieme acquistarono una drogheria dove, da subito, cominciarono a produrre confetti.

Si può dire che per loro gli affari andarono subito bene e così nel 1907, insieme a Francesco Buitoni e Leone Ascoli, aprirono una piccola azienda dolciaria con sede nel centro storico di Perugia, la Perugina, che all’epoca aveva quindici dipendenti. Quando scoppiò la prima guerra mondiale Luisa rimase sola a gestire l’azienda insieme ai figli Mario e Aldo. Fu in questo periodo che dimostrò le sue grandi capacità imprenditoriali. Chiamò a lavorare 100 donne e creò un asilo aziendale dove le operaie potevano lasciare i figli (anche piccolissimi) mentre lavoravano. A guerra finita, grazie al suo operato, la Perugina aveva più di cento dipendenti.

Nel 1923 Annibale Spagnoli, tornato dalla guerra, decise di ritirarsi dall’azienda ed è probabilmente in questo periodo che iniziò la storia d’amore tra Luisa e il giovane Giovanni Buitoni, figlio del socio Francesco. Per Luisa, ormai nel consiglio di amministrazione della Perugina, si consolidò anche l’impegno per la costruzione di strutture sociali che migliorassero la vita dei dipendenti.

Fu lei a fondare l’asilo nido dello stabilimento di Fontivegge (considerato il più avanzato d’Europa nel settore dolciario). Ed è stata sempre lei a inventare il famoso cioccolatino chiamato “Bacio”da Giovanni perché, in un primo momento, lei  aveva pensato di chiamarlo “cazzotto”.

Alla fine della prima guerra mondiale, si era lanciata anche in una nuova impresa: l’allevamento del pollame e dei conigli d’angora. I conigli non venivano uccisi e neanche tosati, ma amorevolmente pettinati per ricavare la lana d’angora per i filati. Nacque così l’Angora Spagnoli per le creazioni di scialli, boleri e indumenti alla moda. La segnalazione alla Fiera di Milano come “ottimi prodotti” spinse Luisa a moltiplicare gli sforzi: erano 8.000 gli allevatori che mandavano a Perugia per posta il pelo pettinato via da almeno duecentocinquantamila conigli.

Luisa, però, non è riuscita a vedere il vero decollo dell’azienda che è iniziato circa quattro anni dopo la sua morte sotto la guida del figlio Mario. Le fu, infatti, diagnosticato un tumore alla gola e morì nel 1935, all’età di 58 anni.

La donna e i Baci: Luisa Spagnoli.
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