How to wish happy new year in Italian?

To go beyond the usual Buon Natale e felice anno nuovo, you can get inspired by Italian literature.

Ecco per te 10 pensieri tratti dalla letteratura italiana:

We have selected 10 authors for you:

“Passeggere: Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore: Speriamo.”  Giacomo Leopardi

“Manca un’ora all’anno nuovo. Le voci della televisione, gli scoppi dei petardi, le grida dei vicini. Si uccide l’anno vecchio. Ma io non credo che un anno possa essere ucciso. La borsa dell’acqua calda sullo sterno, che mi duole per la bronchite. Non andrò in nessuna festa. Mi è impossibile divertirmi. Sono offeso da come va il mondo – dalla volgarità delle masse. In Italia: Canzonissima, Sanremo, campionato di calcio, la macchina nuova, nient’altro”. Ennio Flaiano

“Filastrocca di Capodanno:
fammi gli auguri per tutto l’anno
voglio un gennaio col sole d’aprile;
un luglio fresco, un marzo gentile;
voglio un giorno senza sera;
voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco;
sul cipresso il fior del pesco;
che siano amici il gatto e il cane;
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.”  Gianni Rodari

“Nella notte di Capodanno, / i buoni romani sapete che fanno? / Dalla finestra gettano via / cenci, cocci e compagnia. / Piovono allegri sul selciato / il vecchio catino, il secchio / sfondato, / pentole, chiacchiere, piatti e / padelle, / sedie zoppe ed ex ombrelle. / Tu, riparati sotto un portone, / fin che dura l’operazione, / ma non maledire la vecchia / usanza: / chi getta i cocci, si tien la / speranza. / Queste cose brutte e amare / si dovrebbero buttare: / le baracche ed i tuguri, / dove i giorni son tutti scuri, / la fame, la guerra, la cattiveria, / tutti gli stracci della miseria… / Ingombrerebbero troppo la via? / Poi penseremo a far pulizia”.   Gianni Rodari

“Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date”. A. Gramsci

“Avrò la forza, questa notte di san Silvestro, di buttare tutti i libri dalla finestra per uscire domani nel sole?”  Gesualdo Bufalino

“L’anno moriva, assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor velato, mollissimo, aureo, quasi primaverile, nel ciel di Roma. Tutte le vie erano popolose come nelle domeniche di maggio. Su la Piazza Barberini, su la Piazza di Spagna una moltitudine di vetture passava in corsa traversando; e dalle due piazze il romorìo confuso e continuo, salendo alla Trinità de’ Monti, alla via Sistina, giungeva fin nelle stanze del palazzo Zuccari, attenuato.”  Gabriele D’Annunzio

“E senti allora,
se pure ti ripetono che puoi
fermarti a mezza via, o in alto mare,
che non c’è sosta per noi,
ma strada, ancora strada,

e che il cammino è sempre da ricominciare”. Eugenio Montale


“Il passato e’ solo fumo di chi non ha vissuto. Quello che ho già visto non conta più niente. Il passato ed il futuro non sono realtà ma solo effimere illusioni. Devo liberarmi del tempo e vivere il presente giacché non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante”. Ada Merini

Per concludere con una canzone di un grande cantautore che certo può stare tra la più bella letteratura.

“Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c’è una grossa novità,
l’anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va”. Lucio Dalla