“During carnival time life is subject only to its laws, that is, the laws of its own freedom. It has a universal spirit; it is a special condition of the entire world, of the world’s revival and renewal, in which all take part.” (Mikhail Bakhtin, Rabelais and His World)

Mardi Gras, or “Fat Tuesday,” today, is the last day of the Carnival season as it always falls the day before Ash Wednesday, the first day of Lent.

So you still have few hours to be trasgressive: eat and drink whatever you want :)!

In italiano

“Il carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea dalla verità dominante e dal regime esistente, l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l’autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva a ogni perpetuazione, a ogni carattere definitivo e a ogni fine. Volgeva il suo sguardo all’avvenire incompiuto”.

M. Bachtin

Il Carnevale è la festa più trasgressiva dell’anno. 

Varie sono le tradizioni popolari di questo periodo dell’anno diversi paesi del mondo e in ciascuno di essi si rifanno a miti, a leggende, o a rituali pagani e religiosi.

Anche nel nostro Paese le manifestazioni “carnevalesche” risvegliano le vie, e le cucine, di ogni città. E’ infatti inutile dire che anche a livello gastronomico si hanno in Italia innumerevoli tradizioni.
Ogni regione ha ricette gastronomiche molto antiche, ma soprattutto nel “DOLCE” è evidente il desiderio di evasione e di trasgressione; non a caso le ricette caratteristiche, anche se con varianti minime, sono i dolci fritti. 

Qui ci sono alcune ricette di dolci di Carnevale rigorosamente fritti. 
Buon appetito … e buon martedì grasso a tutti.

Rossini, la musica del cibo

LA CICERCHIATA Ѐ una specialità tipica del Centro- Italia (Abruzzo, Umbria, Marche, Lazio); la presenza del miele indica che si tratta di una preparazione molto antica. Con tutta probabilità il nome di cicerchiata ha origine medievale e deriverebbe dalla cicerchia (Lathyrussativus), un legume simile al pisello (Pisumsativum) e al cece (Cicerarietinum), molto diffuso all’epoca nella zona umbro – marchigiana e anche in Italia meridionale; ancor oggi è coltivato in Lazio, nelle Marche, in Umbria, in Molise ed in Puglia, non più su larga scala, ma come specialità tipica. Secondo quanto detto, il significato di “cicerchiata” sarebbe quindi quello di “mucchio di cicerchie”.

Notevole la somiglianza con gli struffoli napoletani che deriverebbero il proprio nome dall’aggettivo greco στρόγγυλος (stróngylos) che significa “di forma tondeggiante” e che linguisticamente hanno la stessa radice dalla parola umbra strusla e quindi probabilmente anche una comune origine indoeuropea.

In Grecia esiste un dolce simile chiamato Λουκουμάδες (Lukumádes). Affini alla cicerchiata sono anche il Loqme curdo, il Lokma turco e il Lvkvmandas persiano.

GLI STRUFFOLI La versione del Sud della Cicerchiata è costituita dagli Struffoli Napoletani; il dolce napoletano viene decorato con e “diavulilli” colorati, quasi a voler significare l’innata allegria e il folclore tipici di questo popolo.

LE CHIACCHIERE Questa è forse la ricetta più semplice e la più “allegra” fra quelle dei dolci di Carnevale, ed è anche quella di maggiore successo. Infatti si ritrova in tutt’Italia, sebbene con nomi diversi: in Friuli si chiamano Grostoli, in Emilia Sfrappole, in Veneto Galani, nelle Marche Frappe, Cenci in Toscana, Chiacchiere in Campania. La variante, nelle varie ricette regionali, è costituita dal marsala, o dal vino bianco, o dall’acquavite, o dal liquore all’anice.

le chiacchiere

Le ultime ore per mangiare e bere e ballare e divertirsi…da domani inizia la Queresima tempo (un tempo) di controllo alimentare, calma e meditazione … almeno fino a Pasqua!

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