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La mia città

Torino è per così dire la mia città d’adozione, anche se io la considero
come mia. A Torino infatti sono arrivata quando avevo più o meno tre
anni. Qui ho trovato tutto quello che non avevo mai avuto: una famiglia, degli affetti, una casa. Qui sono cresciuta, mi sono sposata, ho avuto i
miei figli e sono diventata nonna. Qui sono vissuta e qui vorrei morire.
A quei tempi la città non era così estesa come oggi, a poca distanza si potevano incontrare prati e campi coltivati. Mamma qualche volta mi ci portava.
Ricordo specialmente un campo di grano con tanti papaveri rossi che colpivano la mia fantasia di bambina.
A sei anni sono andata ad abitare nei pressi di Porta Palazzo, nella zona storica della città.
Porta Palazzo era allora, oltre che un mercato ortofrutticolo, anche un
luogo dove passare le domeniche senza spendere una lira. D’estate vi
erano le bancarelle delle angurie, belle e rosse, dove vendevano anche il cocco tagliato a spicchi. In autunno c’erano le bancarelle dell’uva.
I venditori chiamavano i clienti a gran voce, decantando la propria
merce.

(testo riadattato, tratto da un’opera di Andreina Acquarone)

Comprensione. Rispondi:

Dove abitava Andreina quando aveva quattro anni?

Cosa era Porta Palazzo?

Cosa colpiva la sua fantasia da bambina?

E tu? Cosa amavi di più della tua città quando eri bambina/o?

Analisi grammaticale: Analizza l’uso dell’imperfetto e del passato prossimo. Nel testo sottolinea i verbi al passato e cerca di capire quando si usa il passato prossimo e quando l’imperfetto.

Uso dell’imperfetto. Imperfetto significa “non preciso” si usa parlando del passato quando:

-un’azione si ripete

-un’azione non si è conclusa

-si riferisce ad un periodo o ad un’azione non precisi

-per descrivere persone e luoghi

Esercizio: Scrivi il passato prossimo e l’imperfetto di ciascun verbo, alla stessa persona del presente:

  1. vediamo      abbiamo visto       vedevamo
  2. capisco       
  3. ti alzi      
  4. siamo      
  5. viaggiate       
  6. ci sediamo       
  7. bevono       
  8. corre       

Esercizio. Completa il testo declinando i verbi tra parentesi al presente, passato prossimo o imperfetto.

Lo scorso fine settimana finalmente, dopo tanto tempo che lo (dire) dicevo, sono andata a Roma con mio marito ed (essere) è stato un viaggio splendido!

(Arrivare) _________ alla stazione Termini la mattina prima di mezzogiorno e subito (prendere) ___________ la metropolitana per raggiungere il nostro B&B che (trovarsi) _________ nel quartiere di San Giovanni. La proprietaria del posto (essere) ________ una donna molto simpatica e tutte le mattine (preparare) ____________ una colazione abbondante e (passare) ____________ un po’ di tempo con noi per fare due chiacchiere. In questo modo (avere) ________ l’occasione di praticare il mio italiano e anche di chiedere qualche informazione sui monumenti principali da visitare, visto che (avere) _______ solo 2 giorni e per una città come Roma (essere) ______ davvero pochi.

Il primo giorno (andare) _________ a visitare il Vaticano ed (essere) __________ un’esperienza indimenticabile. (Avere) _________ una guida molto preparata e gentile che ci (spiegare) __________ tutti i dettagli della Cappella Sistina con molto entusiasmo e io sarei voluta restare lì per qualche ora.

Il secondo giorno (passeggiare) _____________ per il centro e (fermarsi) ____________ a mangiare in una piccola trattoria molto caratteristica. Io (ordinare) _________ la pasta alla carbonara mentre mio marito (prendere) ________ l’abbacchio alla romana. (Essere) _____ tutto molto saporito e molto buono.

La sera (tornare) ___________ al nostro B&B molto tardi perché (essere) _________ il 1 maggio e in piazza San Giovanni (esserci) ___________ un grande concerto con molti giovani che (fare) ________una gran confusione. Il giorno seguente purtroppo (dovere) _________ ripartire, però come già (dire) __________ Roma (essere) __________ una bellissima città e non vedo l’ora di tornarci e rimanerci almeno una settimana!

Lo sappiamo bene che l’uso del passato prossimo e dell’imperfetto in italiano è tutt’altro che semplice. D’altra parte sappiamo altrettanto bene che se li impariamo ad usare correttamente siamo già a un buon punto e possiamo dire di essere capaci di parlare un italiano accettabile. Questi due verbi italiani, infatti, ci permettono di raccontare cosa ci è successo in un passato recente. Il passato prossimo (che in latino era chiamato il passato perfetto) ci serve per parlare di qualcosa successo in un momento preciso, mentre l’imperfetto lo usiamo per raccontare azioni che in qualche modo sono rimaste aperte o imprecise. Se voglio descrivere una persona o un fatto o un luogo del passato userò, per questo, l’imperfetto. Mio nonno era bravo. La cena era buona. Quando la cena era buona? Ieri ma la descrizione riguarda non solo il momento in cui l’ho mangiata ma anche quando è stata preparata e in qualche modo il ricordo che ha lasciato. Ieri sera ho mangiato una cena buona è invece una frase chiusa che si riferisce specificatamente all’azione del mangiare la cena che è iniziata e terminata in un preciso momento.

Se hai domande scrivici nello spazio riservato ai commenti.

Sull’uso del passato prossimo e/o dell’imperfetto in italiano vedi anche:

Italian lesson 19. Passato (2).

Italian lesson 18.

The year of Leonardo

An italian woman: Rita Levi Montalcini