On International Women’s Day, I would like to celebrate the inspiring and courageous work women around the world because is still important doing to secure women’s rights and shape more tolerant and equitable societies. There is work that remains to do for the many women whose voices go unheard and who continue to be excluded from realizing their full potential.

On this day I write about Rita Levi Montalcini who was a biologist who conducted underground research in defiance of fascist persecution and won a Nobel prize for helping to unlock the mysteries of the cell. She died at her home in Rome at age 103.

Italy’s so-called Lady of the Cells was a Jew who lived through anti-Semitic discrimination and the Nazi invasion and became one of our country’s leading scientists. She shared the Nobel prize for medicine in 1986 with US biochemist Stanley Cohen for groundbreaking research. In 2001 she became a senator for life.

“I tell young people: Do not think of yourself, think of others. Think of the future that awaits you, think about what you can do and do not fear anything.” 
― Rita Levi-Montalcini

In italiano

Esercizio. Leggi la biografia di Rita Levi Montalcini e trasforma i verbi dal presente al passato, usando il passato prossimo e l’imperfetto.

Rita Levi Montalcini nasce _è nata_ a Torino nel 1909.

Il padre è _____ un tipo all’antica: secondo lui la donna non deve ______ pensare alla professione, e deve ______ diventare una brava moglie e una brava madre.

All’età di 20 anni, però, Rita capisce ______ che quel tipo di vita non è ______ per lei: chiede _______ e ottiene ________il permesso di andare all’Università. Si iscrive _______ a medicina, inizia ________ i suoi studi sul sistema nervoso e dopo la laurea si specializza _______ in neurologia e psichiatria.

Verso la fine della seconda guerra mondiale, però, deve ________ scappare perché lei è ______ ebrea: si nasconde ________ a Firenze, entra ________ in contatto con i partigiani e, quando gli americani liberano _________ Firenze dai nazisti, lavora _______ per un certo periodo come medico di guerra. 

Finita la guerra torna _______ a Torino dove continua ______ i suoi studi. Nel 1947 inizia _________ a insegnare in America e vi resta ________ fino al 1977 portando avanti la sua ricerca sul cervello. Per questi suoi studi vince ________ il premio Nobel della medicina nel 1986.

Successivamente torna _________ in Italia e diventa _________ collaboratrice del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Ha ______ quasi 80 anni in quell’epoca ma la sua “vecchiaia” non è _________ meno attiva della sua giovinezza.

Continua ________ a studiare, la eleggono ________ Presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, è ________ membro di tutte le Accademie scientifiche internazionali più prestigiose, è ______ sempre convinta di essere alla vigilia di nuove grandi scoperte sul cervello ma non nasconde ________ mai le sue preoccupazioni per uno sviluppo tecnologico senza freni.

 Negli ultimi anni della sua vita riceve ________ ancora numerose onorificenze e riconoscimenti dai centri scientifici di tutto il mondo per il suo lavoro passato ma anche per quello presente.

Il 22 aprile del 2009 compie ______ 100 anni.

Muore _______ nel 2013 a 104 anni.