Che in Italia si parlano ancora, e per fortuna, molti dialetti lo sappiamo tutti. Ma quante lingue ufficiali trovano spazio nel Belpaese oltre all’italiano?

In Italia si parlano le seguenti lingue:

Il francese in Valle d’Aosta, il tedesco in Trentino Alto Adige e lo sloveno in Friuli-Venezia Giulia. Queste sono lingue ufficiali insegnate nelle scuole statali di queste regioni e per chi vuole lavorare negli uffici pubblici è necessario avere un diploma che attesti il bilinguismo.

In altre regioni ci sono realtà diverse si tratta perlopiù di comunità che mantengono una lingua d’origine e l’hanno perpetrata per secoli. Un esempio ne è l’albanese parlato da alcune comunità che si concentrano in Sicilia e Calabria ma anche in Molise, Abruzzo, Campania, Puglia e Basilicata. Alcune di esse (che discendono da mercenari Albanesi del XV secolo) parlano un dialetto Albanese che si chiama Arbëresh.

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Ci sono gruppi di persone che parlano il catalano, si trovano nella città di Alghero nel nord-ovest della Sardegna e la lingua risale a quando l’isola venne conquistata dalla corona di Aragona nel 1354.

Dialetti del greco sono parlati in alcune parti della Calabria e della Puglia. Ci sono poi persone che parlano il dialetto Sinti nel nord e il dialetto Rom nel sud del paese.

Dobbiamo inoltre considerare alcune dialetti Italiani che si comportano come e vere proprie lingue: sono il sardo (circa 1,350,000 parlanti), il friulano (circa 700,000 parlanti) e il ladino (circa 40,000 parlanti). Di fatto sono catalogabili come lingue a se stanti. Le variazioni nei dialetti possono essere estremamente marcate come ad esempio quelle del dialetto ligure (un miscuglio tra italiano, catalano e francese), lo stesso vale per il napoletano e il siciliano.

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