Oggi per ripassare i pronomi diretti e indiretti parliamo di un dessert siciliano: i cannoli.

La loro storia racconta in modo chiaro quante culture, cibi e spezie si intrecciano nella nostra isola. Per questo si prestano bene a ripassare i pronomi diretti e indiretti.

Ripassare i pronomi con i cannoli. Pronomi e ricette
pronomi diretti, indiretti e i cannoli

In italiano (Livello B1/B2)

Inserite i pronomi mancanti: ci, ne e pronomi diretti e indiretti.

La  Sicilia è una regione ricchissima di dolci squisiti e oggi parliamo di uno di essi: il cannolo siciliano che è una delle specialità della pasticceria italiana più conosciute al mondo. Come tale 1/__ hanno ufficialmente riconosciuto e inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T).

È importante sapere che i cannoli in origine si preparavano solo in occasione del Carnevale; con il passare del tempo la loro preparazione ha perso il carattere rituale e i cannoli si preparano durante tutto l’anno.

La prima descrizione ufficiale che 2/__ riguarda risale al duca Alberto Denti di Pirajno che nel suo libro “Siciliani a tavola” attribuisce a Cicerone una prima descrizione dei nostri dolci: «Tubusfarinariusdulcissimoedulio ex lactefartus».

Avete capito, vero? È semplicissimo: un tubo di farina dolcissimo ripieno di dolce latte morbido…

Ancora 3/__ parla, un po’ di tempo dopo, Pino Correnti nel suo “Libro d’oro della cucina e dei vini della Sicilia” riportando la frase latina sopracitata, aggiunge informazioni e sostiene che il cannolo sarebbe stato inventato dalle abili mani delle suore di clausura in un convento nei pressi di Caltanissetta, partendo da un’antica ricetta romana poi elaborata dagli arabi.

Storie tramandate oralmente completano questa spiegazione dell’origine del dolce. Esse 4/__ dicono, infatti, che furono le donne dell’Harem del Castello del signore dell’allora Qalc’at al-Nissa (Caltanissetta) le inventrici della ricetta. In quel luogo gli emiri saraceni tenevano i propri harem e fu lì che le donne avrebbero creato i famosi dolci, forse come omaggio vagamente fallico ai propri uomini. Durante le lunghe assenze dei consorti, per ingannare l’attesa, si dedicavano alla preparazione di cibi e dolci elaborati; queste, sempre secondo la tradizione tramandata, avrebbero dunque modificato un dolce arabo già esistente, fatto di ricotta, mandorle e miele, rielaborando5/__ dalla ricetta romana citata da Cicerone e dando così vita ad una specialità che sarebbe poi divenuta universalmente nota.

Successivamente, con la fine del dominio arabo in Sicilia, gli harem scomparvero e non è da escludere che qualcuna delle favorite, convertita alla fede cristiana, si sia ritirata nei monasteri, portando con sé le ricette che avevano elaborato per le corti degli emiri. Quindi secondo la tradizione popolare quella del cannolo siciliano fu proprio una delle ricette tramandate dalle donne musulmane alle consorelle cristiane, che 6/__ iniziarono a produrre inizialmente durante il periodo carnevalesco, per poi diventare di uso e produzione durante tutto l’anno.

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È una leccornia così cara ai siciliani che, a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, 7/__ onorano con la “Sagra del Cannolo”. Qui, oltre alla sfilata di carri carnevaleschi (che si svolge ogni anno dal 13 Gennaio al 10 Febbraio), si possono gustare cannoli di tutte le grandezze, dai cannolicchi ai cannoli di dimensioni spropositate che rendono ancor più lieta e allegra l’atmosfera carnevalesca, ma soprattutto deliziano lo spirito e il palato.

Per onestà intellettuale non 8/__ diamo la ricetta perché a noi non riesce preparar9/__. Forse i cannoli siciliani possono essere una scusa in più per visitare il nostro paese, così che potrete assaggiar10/__ in abbondanza.

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