Ricette e pronomi: La pizza. (Italian Level B1).

L’origine della pizza

Inserite i pronomi (diretti, indiretti e ne) mancanti.

L’origine della pizza è molto antica e inizia più o meno con la scoperta del grano il quale, schiacciando1/__ e mescolando2/__ all’acqua, veniva usato per focacce cotte al forno, generalmente indicate con il nome di piza.

Siamo alla fine del Cinquecento, inizio del Seicento quando, da Napoli, giungono le prime notizie di una pizza soffice chiamata alla mastunicola, (il nome sembra derivar3/__ proprio da uno degli ingredienti principali, il basilico, che in dialetto napoletano è detto vasunicola) preparata con strutto, formaggio e foglie di basilico. Ma per avere la prima vera unione tra l’impasto della pizza ed il pomodoro bisogna attendere la metà del Settecento e rimanere ancora nel Regno di Napoli dove nasce una focaccia ricoperta di pomodoro e altri ingredienti. All’inizio 4/__ preparano e 5/__ vendono per strada; solo nel 1830 6/__ si può gustare in una vera e propria pizzeria come si intende oggi.

L’Antica Pizzeria Port’Alba a Napoli è considerata la più antica pizzeria della città, ancora oggi esistente.Essa inizia a produrre pizze per venditori ambulanti nel 1738 ma nel 1830 si amplia aprendo un ristorante-pizzeria con sedie e tavoli. Nel XIX secolo la pizza è già conosciuta come una specialità napoletana e artisti e nobili desiderosi di provar7/__ vengono qui da varie parti d’Italia.

Nel 1889 re Umberto I di Savoia va in vacanza a Napoli insieme alla Regina Margherita, sua consorte, che ha sentito parlare della famosa pizza napoletana e vuole assaggiar8/__. Per questo motivo decide di chiamare a corte il pizzaiolo più famoso della città e sua moglie, Raffaele Esposito e donna Rosa, chiedendo9/__ di far vedere se la loro fama è meritata.

I signori Esposito preparano per i reali tre tipi di pizza: una bianca, la mastunicola di cui abbiamo parlato prima, una con capperi, aglio e acciughe (oggi detta marinara) e una con pomodoro, mozzarella e basilico. Quest’ultima colpisce molto la regina, forse anche per i colori uguali a quella della nazione appena formatasi (l’Unità d’Italia è avvenuta nel 1861).

Don Esposito visto l’entusiasmo con cui la regina reagisce all’assaggio di quella pizza decide di chiamar10/__ “pizza alla Margherita” e quel nome 11/__ è rimasto.

Fino all’inizio del Novecento la pizza e le pizzerie sono un fenomeno strettamente napoletano, e solo gradualmente si diffondono in tutta Italia. Nel Nord arrivano solo nel primo dopoguerra, poi, sull’onda dell’emigrazione, 12/__ vediamo diffondersi anche all’estero adeguandosi ai gusti dei vari paesi.

Preparazione

L’impasto bisogna realizzar13/__ esclusivamente con farina, acqua, sale e lievito. La farina deve essere di grano tenero 00. Dovete lasciar14/__ lievitare almeno 8 ore, in due fasi distinte. I panetti ottenuti, devono avere un peso tra i 180 ed i 250 g. La pasta dovete stender15/__ usando solo le mani, per avere una vera pizza napoletana, infatti,è vietato l’impiego del matterello. Date16/__ una forma tondeggiante, con un diametro variabile che non deve superare i 35 cm.

Per la guarnizione potete utilizzare il pomodoro fresco, la mozzarella di bufala campana D.O.P. oppure la Fior di latte dell’appennino meridionale. L’olio deve resistere all’ossidazione e rimanere stabile ad alte temperature; dovete sceglier17/__, dunque, extravergine. Poi ci vogliono l’origano secco e il basilico fresco.

La cottura della pizza deve avvenire direttamente sul piano del forno a legna a temperature variabili tra 430 e 485° C, per un periodo oscillante da 60 a 90 secondi. La legna utilizzata non deve fare fumo od odori che potrebbero modificar18/__il gusto.

La pizza ben cotta non presenta bolle o bruciature, il colore è dorato, il profumo del cornicione è quello caratteristico del pane. La parte centrale deve risultare morbida ma ben cotta, l’ideale per poter19/__ piegare senza spezzar20/__.

Se volete assaggiare la più buona di tutte, dovete recar21/__a Napoli, anche perché 22/__ vale sempre la pena.

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