Ricette e pronomi: Gli arancini (B1)

Gli arancini (o le arancine) li avete mai assaggiati?

Arancini (o arancine): il genere del nome è, in effetti, ragione di discussione tra i siciliani. Sappiamo che i catanesi e i palermitani hanno delle opinioni discordanti a tal proposito. A Palermo, o in generale nella parte ovest dell’isola, il nome di questo cibo delizioso è al maschile mentre a est, e soprattutto a Catania, è declinato al femminile.

  • Palermo
  • Catania

Comunque decidiate di chiamarle di fatto si tratta di palle di riso ripiene di ragù e piselli, impanate e fritte. Una popolare variante alla ricetta tradizionale li (o le) vede riempiti/e di formaggio e prosciutto. Si trovano un po’ dappertutto: nelle rosticcerie, nei bar, al panificio … Chiedete e vi saranno dati!

Gli arancini: pronomi e ricette (Livello B2)

Inserite i pronomi mancanti: ci, ne e pronomi diretti e indiretti.

Se 1/__ cucinate per i vostri ospiti farete sicuramente colpo perché gli arancini, ispirati agli agrumi nell’aspetto e nel nome, sono una felicissima sintesi delle varie influenze storiche presenti in Sicilia. 2/__ ritroviamo, infatti, l’influenza araba per il riso e lo zafferano, quella francese per il ragù (avrete modo di scoprire più avanti l’impronta dei cugini d’oltralpe nel famoso sugo), quella spagnola per il pomodoro e quella greca per il formaggio.

Secondo alcuni sarebbero nati nei conventi, per altri all’interno delle case baronali, mentre c’è chi 3/__farebbe derivare dalla tradizione della cucina popolare, dove gli avanzi di un pranzo venivano riciclati in modo fantasioso e gustoso.

Gli arancini: pronomi e ricette
Gli arancini: Il ripieno

Tantissime sono le versioni degli arancini e anche sul loro nome non c’è una pace raggiunta. A Palermo, dove nascono, prendono il nome del frutto e come esso si chiamano al femminile arancina che al plurale diventano le arancine. Detti al maschile (a Catania) diventano, invece, gli arancini. In soccorso di tutti e nel tentativo di porre fine a questa simpatica diatriba, è intervenuta l’Associazione delle Due Sicilie citando come fonte un dizionario siciliano-italiano:

«Dopo tanti anni di lotte a colpi di etimologia» scrive il suddetto organo «la storia sembra dare ragione ai catanesi: anche a Palermo infatti, durante il Regno delle Due Sicilie, si diceva “arancinu”. È probabile che nella Sicilia occidentale il termine sia stato storpiato nel corso degli anni, cosa che non sarebbe avvenuta nel catanese. Così risulta infatti dal rinvenimento di un dizionario siciliano del 1857, opera del palermitano Giuseppe Biundi».

Il 13 dicembre di ogni anno, è tradizione palermitana festeggiare Santa Lucia, e nell’occasione 4/__ si astiene dal consumare cibi a base di farina mangiando, al loro posto, arancini (di ogni tipo, forma e dimensione). D’altronde il giorno che ricorda la Santa è molto sentito nell’isola perché è a Siracusa che nacque nel 283 e dove avvenne il suo feroce martirio il 13 dicembre del 304.

La ricetta

Ingredienti: per 25 arancini

1 kg di riso

2,5 lt di acqua

100 gr. di burro

2 bustine di zafferano

1 cipolla

1 carota

1 gambo di sedano

2 foglie d’alloro

un pizzico di chiodi di garofano in polvere

250 gr. di carne di suino tritata

250 gr. di tritato bovino,

½ bicchiere di vino bianco

5 cucchiai di salsa di pomodoro

200 gr di piselli surgelati

sale q.b.

pepe q.b.

gr.250 di caciocavallo grattugiato.

Procedimento:

Per prima cosa fate cuocere al dente del riso a chicchi tondi, impastate5/__ con burro e caciocavallo grattugiato poi fate6/__ raffreddare su un piano di marmo. A questo punto dedicate7/__ alla preparazione del ragù.

In un tegame mettete la cipolla, la carota e il gambo di sedano tritati finemente con un filo d’olio fate andare a fuoco lento e dopo qualche minuto aggiungete la carne. Lasciate8/__rosolare, quando la carne sarà di color oro, alzate la fiamma, sfumate col vino bianco e fate evaporare. Aggiungete l’alloro e la polvere dei chiodi di garofano quindi i piselli e la salsa di pomodoro, versate9/__due bicchieri di brodo aggiustate di sale e di pepe e fate cuocete a fuoco lento per circa un’ora e mezza.

Finita la cottura fate raffreddare il tutto, togliete le foglie d’alloro e quando sarà tiepido aggiungete ancora il caciocavallo mescolando. Adesso è il momento di creare gli arancini: prendete sul palmo della mano una manciata di riso e formate una palla, aprite poi questa palla appena formata e riempite10/__ con una bella polpetta di ragù il quale deve essere piuttosto asciutto.

Richiudete a questo punto l’arancino compattando11/__ bene, per fare questa operazione è meglio avere le mani umide.Passate12/__ nell’uovo sbattuto e nel pangrattato, quando avete fatto tutto sono pronti per essere fritti in abbondante olio bollente.

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