Versace, il successo del sogno di un bambino. (Italian Level B2).

Una delle più grandi aziende di moda è nata dal sogno di un bambino.

Erano gli anni ’50 quando Gianni, classe 1946, passava i suoi pomeriggi nel laboratorio di sartoria di sua mamma, “La migliore sarta di Reggio Calabria” di dice di lei.

In un contesto di donne, dalle scollature prominenti e dalle forme sensuali che si cambiavano nella bottega materna dietro il paravento, Gianni getta le basi per un universo femminile fatto di donne sexy e glamour, intelligenti e sicure di sé. 

A 25 anni Versace arriva a Milano e diventa direttore creativo di una serie di case di moda facendo gavetta ed esperienza e arrivando nel 1978 a fondare la Gianni Versace che debutta con la prima collezione femminile il 28 marzo.

L’universo creativo firmato Versace

E’ stato maestro di colore e sensualità Versace unisce le linee del gotico alle suggestioni classiche, sposa arte, storia e cultura dando luogo ad abiti manifesto di un modo di intendere la vita e l’amore estremo tra lacci, spille da balia e richiami al bondage. 

Da subito Versace dimostra di puntare in alto e apre boutique nel cuore di Milano e New York da via della Spiga alla Fifth Avenue.

Punta al massimo e funziona.

Il mito delle super top

Da allora l’ascesa è costante. Viene amato dal jet-set e i suoi front-rowsono dei red carpet. E’ lui che crea il mito delle super top-modeltrasformate in icone di se stesse. Porta in Italia Stephanie Seymour, poi Naomi Campbell, Cindy Crawford, Claudia Schiffer e Elle MacPherson.

Sono loro l’iconica manifestazione della bellezza secondo Versace e le sfilate diventano eventi mondiali dove bellezza, lusso e glamour sono i fili che intessono la trama degli stessi abiti prodotti dallamente geniale di Gianni.

Con lui il made in Italy diventa mito e accanto al collega e rivale Giorgio Armani portano l’Italia nell’Olimpo dell’arte di vestirsi.

Il passaggio di testimone

Quando nel 1997 la vita del fondatore della maison viene tragicaente spezzata tocca a Donatella prendere le redini del brand e dopo i primi anni incerti Versace ritrova la sua identità dove il glam diventa rock e le star fanno a gara per vestire gli abiti di Donatella. 

Chi pensava che Donatella non fosse in grado di sostenere il peso del genio del fratello è rimasto deluso e il sogno del bambino che voleva fare il sarto è andato oltre la sua morte.

Quello che, però, ha sempre connotato la Versace, fino a oggi, è che si trattava di una “cosa di famiglia” dove la cifra stilistica del brand era garantita dall’artigianalità del pensiero della famiglia cresciuta in Calabria. Cosa succederà quando anche questo pezzo di storia del made in Italy lascerà la penisola?

(articolo tratto da: https://www.panorama.it/economia/aziende/versace-la-storia-del-sogno-di-un-sarto-bambino/)

Prova di ascolto: Guarda il video e rispondi alle domande.

Gianni e Donatella Versace

Come ha reagito la famiglia Versace all’ultima serie TV sulla morte di Gianni?

Come l’ha definita Donatella Versace?

Che cosa ha rivelato Donatella Versace sulle ore subito dopo la morte del fratello?

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