Conosci l’origine delle parole che usi tutti i giorni?

Conoscere l’origine delle parole ci aiuta ad apprezzarle di più e, soprattutto, a ricordarle meglio.

L’etimologia, ovvero la disciplina che studia l’origine e la storia delle parole, è la scienza più bella che ci sia. Perché illumina la parola di una luce che, normalmente, ci sfugge.

Gran parte delle parole che usiamo in una lingua sono prestiti o derivazioni di parole straniere ma non sempre è facile capire dove è l’origine.

Vediamo allora da dove provengono alcune parole che usiamo veramente quasi ogni giorno.

Cappuccino (origine tedesca)

Incredibile vero? Eppure la bevanda che ogni italiano si beve la mattina al bar, nasce a Vienna nel 1790 dove si chiamava “kapuzinerkaffee”, per il colore che ricordava i cappucci dei frati. La ricetta è stata successivamente registrata a Venezia nel 1937 e piano piano la bevanda si è modificata fino ad arrivare alla versione che tutti oggi conosciamo.

Caffè (dal turco)

Nonostante il suo nome derivi dalla parola araba “qahwa”, esso si diffuse nel mondo a partire dalla parola turca “kahve” (da “keyif” “umore, gaiezza”, sempre di origine araba), che passò poi all’italiano come “caffè”.

CIFRA (origine araba)

Lo impariamo a scuola: l’algebra l’abbiamo imparata dagli arabi e anche lo zero lo abbiamo importato. Ecco allora che sarà facile ricordare che anche per la parola cifra, come per la parola zero, l’origine è da ritrovare nell’arabo: sòifr. Letteralmente aggettivo col significato di vuoto (cioè assenza di unità). Anche cifra, infatti, indicava originariamente lo zero e ancora nel 1740 il matematico Guido Grandi oppone cifra (cioè zero) a unità.

Altre parole, però, hanno un origine molto più antica e per i linguisti non è sempre facile dire quale sia l’esatta origine di ogni parola. Si fanno delle ipotesi.

Amore (origine sanscrita):

L’etimologia della parola amore risale al sanscrito kama = desiderio, passione, attrazione (basti pensare a kama-sutra, cioè “brevi discorsi sul desiderio, sulla passione fisica”).

La stessa origine ha il verbo amare che risale alla radice indoeuropea ka da cui (c)amare cioè desiderare totalmente.

Un’altra interpretazione, anche se meno probabile, comunque curiosa e romantica, individua l’origine della parola amore nel latino a-mors cioè senza morte. A sottolineare la vitalità, senza fine, di questo prezioso sentimento.

Rimanendo sull’argomento vediamo l’origine di un’altra parola per noi tutti molto importante:

AMICO (dal latino):

La parola amico arriva direttamente al latino amicus che ha la stessa radice di amare per cui significa letteralmente “colui che si ama“. L’amore amicale è proprio un sentimento fraterno, assolutamente disinteressato, un’affinità che che arricchisce chi lo coltiva.

L'origine delle parole italiane.
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E ora occupiamoci dell’opposto.

Odio

L’origine della parola odio sembra potersi ricondurre alla radice indoeuropea vadh-, poi uad-, poi od- che si ritrova nel sanscrito avadhit = colpire, ferire, da cui il greco ὠθέω (otheo) = respingere, ed infine, al latino odium. Per cui, odio significa essenzialmente repulsione, rifiuto, allontanamento…Un’altra ipotesi plausibile sembra essere quella che riconduce la parola odio alla radice ad- da cui il latino edo = mangio, per cui l’odio è da intendersi come un rodimento intimo.

Entrambe le interpretazioni etimologiche mettono in luce l’estrema negatività di questo sentimento, nel primo caso evidenziandone la forza distruttiva verso l’esterno, mentre, nel secondo caso, quella autodistruttiva.

Intelligenza (dal latino)

Il termine intelligenza deriva dal latino intelligĕre «intendere», composto dall’avverbio intus (dentro), e legere (leggere). L’intelligenza è dunque la capacità di “leggere dentro”, di immedesimarsi nella realtà e saperla comprendere nel profondo.

Vediamo ora qualche verbo

Imparare:  lat. volg. *imparāre, comp. di ĭn ‘in-’ e parāre ‘procurare’; propr. ‘procurarsi cognizioni’. Procurarsi cibo per la nostra mente, in pratica. ecco cosa significa imparare l’italiano, come qualsiasi altra cosa, nutrire la nostra mente.

Educare: dal latino e (fuori) ducere (condurre, guidare) quindi portare fuori, guidare verso la luce. Educare non significa dare informazioni ma guidare qualcuno ad acquisire ciò che gli serve per crescere nel migliore dei modi e migliorarsi costantemente.

Desiderare: L’origine della parola desiderio è una delle più affascinanti che si possa incontrare attraverso lo studio dell’etimologia.Questo termine deriva dal latino e risulta composto dalla preposizione de- che in latino ha sempre un’accezione privativa e da sidus che significa stella. Desiderare quindi, letteralmente significa “mancanza di stelle”, nel senso di “avvertire la mancanza delle stelle”, e così per estensione questo verbo ha assunto anche l’accezione corrente, intesa come percezione di una mancanza e, di conseguenza, come sentimento di ricerca di ciò che ci manca.

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