Isola Santa è quello che ci vuole adesso; calma e relax.

A pochi Km da Lucca un borgo davvero speciale, per la sua storia segnata da abbandoni e rinascite, merita di essere visitato. Si chiama Isola Santa.

Nel 1950 la Centrale Elettrica decide di sbarrare il fiume che passa da Isola Santa per costruirvi una grande diga. In questo modo si forma il lago artificiale che oggi vediamo. L’impatto sull’ambiente, però, è drammatico: alcune case, un ponte ed un mulino finiscono sotto l’acqua (e lo sono ancora oggi).

Ben presto si scopre che tutto il paese ha problemi di stabilità. Problemi dovuti alle grandi escursioni giornaliere d’acqua imposte dalla società elettrica che ha voluto la diga. Gli abitanti si allontanano uno a uno.

E con il passare del tempo il piccolo borgo di Isola Santa diventa un paese fantasma. Nel 1975 gli ultimi abitanti rimasti, durante uno svuotamento del bacino artificiale, occupano il paese in segno di protesta per rivendicare il diritto di case nuove e sicure. La lotta in buona parte ha successo, il Comune di Careggine decide di costruire nuove abitazioni ma altrove. E così avviene il definitivo abbandono del luogo.

Oggi è tutta un’altra storia. Negli ultimi anni ha preso vita un piano di recupero storico ambientale voluto dal Comune di Careggine e dalla Regione. Le case e le viuzze in pietra, il colore turchese del Lago sono meta di turisti da ogni dove.

Non solo soldi pubblici hanno contribuito alla rinascita, privati cittadini sono tornati e hanno aperto alberghi e locali di ristorazione. Trasformando un paese fantasma in un posto ideale per raccogliere funghi, pescare e dedicarsi all’escursionismo attraverso i numerosi sentieri si addentrano nella boscaglia, verso le maestose cime della Alpi Apuane.

Ma è nel DNA di questo borgo resistere e rinascere perché la storia di Isola Santa è antichissima.

Come spesso accade in questa rivista dedicata agli studenti d’italiano che sono stranieri, uniamo la scoperta di un luogo da visitare a un esercizio grammaticale. Isola Santa e la sua storia ci permettono di ripassare l’uso dei verbi al passato.

Continua a leggere e coniuga al tempo giusto i verbi tra parentesi (imperfetto o passato remoto).

Il borgo come lo intendiamo oggi poggia sulle rovine dell’ antico  “hospitale di San Jacopo”(convertito nel 1608 a chiesa parrocchiale che porta il medesimo nome). L’hospitale (essere) 1.______ meta di sosta per i viandanti di ogni tipo, qui trovava assistenza anche chi era povero e ammalato.

Inoltre (essere) 2.________ rifugio e ristoro per pellegrini ma anche per i contrabbandieri di sale che (attraversare) 3.___________ le Apuane passando per la foce di Mosceta e arrivavano in Garfagnana (e viceversa). Un tragitto duro e faticoso dove Isola Santa (rappresentare) 4.__________ un punto di passaggio obbligato per tutte queste persone.  

Anche alcune cronache medievali ci parlano di questa piccola comunità che (vivere) 5.________ nel paese in estrema povertà dovuta alla difficoltà di collegamento con i centri abitati più grandi.

Questa condizione di isolamento (durare) 6._______ ancora per secoli fino a quando, finalmente, nel 1880, venne costruita la galleria del Cipollaio che (assicurare) 7.___________ collegamenti meno pericolosi.

Rotto quell’incredibile isolamento, però, (finire) 8.__________ anche la pace perché quando il cosiddetto progresso (arrivare) 9._________ anche qui e nel 1949 venne costruita la diga per lo sfruttamento della Turrite Secca e il piccolo borgo (essere) 10.________ in parte sommerso.

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