Botticelli e il suo mondo ideale. (Livello B1+).

Sandro Botticelli, il cui vero nome era Sandro Filipepi, ha dipinto un mondo ideale che ancora oggi affascina per il suo splendore.

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Ricorda che l’apprendimento parte sempre dall’osservazione quindi prenditi tutto il tempo per gustare a pieno di questi brevi video. Oggi entriamo nel mondo affascinante degli artisti rinascimentali. Un viaggio a Firenze e nel museo della Galleria degli Uffizi. Buon viaggio!

Botticelli e il suo mondo ideale

Sandro Botticelli, pittore fiorentino, è stato uno dei più grandi interpreti della stagione del Rinascimento italiano. Il cognome Botticelli deriva da un nomignolo che era stato affibbiato al fratello Giovanni e poi esteso a tutti i maschi della famiglia.

Dal 1464 al 1467 è apprendista presso Filippo Lippi. A questo periodo si possono ricondurre molte delle sue Madonne; uno dei soggetti privilegiati dal giovane Botticelli.

Botticelli è però un talento precoce e già a 26 anni si mette in proprio aprendo una bottega tutta sua.

Negli anni ’70 del 400 Sandro Botticelli si avvicina ai principi dell’Accademia neoplatonica; istituzione fondata da Cosimo de’ Medici. L’ Accademia giocherà un ruolo chiave nel definire la filosofia rinascimentale con la riscoperta degli autori del mondo classico, della mitologia greca e di una rinnovata concezione dell’uomo posto nuovamente al centro dell’Universo.

L’adesione al classicismo, insieme alle sue indubbie qualità artistiche, permette a Sandro Botticelli di essere ammesso alla corte di Lorenzo il Magnifico che gli commissiona varie opere. La più famosa è l’Adorazione dei magi in questo dipinto Botticelli ritrae i membri della famiglia Medici dei panni dei protagonisti dell’opera. Ciò che non tutti sanno è che il ragazzo alla destra del dipinto, che guarda l’osservatore con aria di sfida, pare sia lo stesso Botticelli.

Il mondo ideale di Sandro Filipepi
Il mondo ideale di Sandro Botticelli

E’ negli anni 80 del ‘400 che Botticelli dipinge i suoi capolavori più noti. La primavera e la Nascita di Venere; è possibile ammirare entrambe le opere alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

A dire il vero la bellissima Venere del Botticelli in realtà non è un esempio di bellezza perfetta: non ha scapole né sterno, il busto è troppo lungo e l’ombelico è troppo in alto. Probabilmente se fosse reale non sopravviverebbe a lungo. Ma chi fa caso a questi dettagli a cospetto di un volto e di uno sguardo di incomparabile bellezza?

In effetti ciò che colpisce nei dipinti di Sandro Botticelli è la ricerca continua di una bellezza e di una grazia perfette. Le sue opere sono intrise di un lirismo che rendono i suoi soggetti più simili a creature di un mondo ideale piuttosto che a rappresentazioni fedeli della realtà.

Forse non tutti sanno che Sandro Botticelli diede il suo contributo alla Cappella Sistina. Nel 1480 fu inviato a Roma da Lorenzo il Magnifico, insieme agli artisti Cosimo Rosselli, Domenico Ghirlandaio e Pietro Perugino, come ambasciatore dell’arte fiorentina. I quattro avevano il compito di affrescare le pareti della cappella con 10 scene della vita di Cristo e di Mosè. Botticelli realizzò tre affreschi che, sebbene siano opere di grande pregio artistico, non vengono annoverati tra i capolavori dell’artista fiorentino.

La vita di Sandro Botticelli cambia bruscamente con la caduta dei Medici e l’ascesa al potere del frate Girolamo Savanorola nel 1494. L’artista mette da parte i soggetti mitologici per dedicarsi all’arte sacra. Pare che fu preso da un vero e proprio fervore religioso che, almeno a quanto scrisse lo storico dell’arte Giorgio Vasari, lo spinse a bruciare alcune delle sue opere più datati in quei roghi noti come falò delle vanità in in cui i seguaci di Savonarola bruciavano tutto ciò che consideravano sacrilego o scabroso.

Benché considerato dai fiorentini un artista di riguardo, negli ultimi di vita Botticelli cadde in disgrazia le sue opere ormai non hanno più valore surclassate da quelle di Michelangelo e Leonardo assolutamente innovative e rivoluzionarie per l’epoca. Muore nel 1510, isolato e in povertà. I suoi capolavori furono dimenticati per oltre tre secoli per essere riscoperti solo nel 1800.

Domande di comprensione:

Quali erano i soggetti preferiti del giovane Botticelli?

Perché Lorenzo il Magnifico vuole Botticelli alla sua corte?

Quali sono le opere più note dell’artista fiorentino?

Quando la vita di Botticelli cambia bruscamente?

Come muore l’artista?

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