Da e fa o dà e fà, con l’accento oppure no?

Da e fa si scrivono con l’accento, con l’apostrofo oppure senza?

Vediamo iniziando con DA che può essere:

  1. preposizione da, in questo caso si scrive senza accento:

Vengo da Milano.

2. Verbo imperativo, da’ in questo caso si scrive con l’apostrofo:

Mario, da’ l’acqua alle piante per favore.

3. Verbo presente indicativo lei/lui e in questo caso si scrive con l’accento

Maria dà l’esame domani mattina.

Fa, come verbo, può essere:

Imperativo, in questo caso fa’ si scrive con l’apostrofo:

Mi raccomando, fa’ la cosa giusta!

Presente indicativo, e in questo caso fa si scrive senza accento:

Maria fa le parole crociate mentre Mario fa i compiti.

Fa, senza accento, è anche una locuzione avverbiale che si usa per indicare un tempo passato.

Ho iniziato il corso due settimane fa.

Un settimana fa era ancora estate.

Fa, senza accento, è anche la nota musicale: do – re – mi – fa -sol – la -si – do.

Per concludere; la grafia , con l’accento, che talvolta si incontra sia per l’indicativo, sia per l’imperativo, è in entrambi i casi una grafia sbagliata: visti i diversi contesti d’uso, sarebbe di fatto impossibile confondere il verbo con il fa nota musicale o il fa locuzione avverbiale.

L'accento sulla A di Gianni Rodari.
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Scrivere in italiano è abbastanza semplice soprattutto se paragonato ad altre lingue ma capita a tutti di avere dubbi. Gianni Rodari aveva un modo speciale per aiutare i suoi alunni a ricordare le regole ortografiche: creava filastrocche facili da ricordare.

L’accento sull’A di Gianni Rodari

“O fattorino in bicicletta
dove corri con tanta fretta?”
“Corro a portare una lettera espresso
arrivata proprio adesso”.
“O fattorino, corri diritto,
nell’espresso cosa c’è scritto?”
“C’è scritto: Mamma non stare in pena
se non rientro per cena,
in prigione mi hanno messo
perchè sui muri ho scritto col gesso.
Con un pezzetto di gesso in mano
quel che scrivevo era buon italiano,
ho scritto sui muri della città
“Vogliamo pace e libertà”.
Ma di una cosa mi rammento,
che sull’-a- non ho messo l’accento.
Perciò ti prego per favore,
va’ tu a correggere quell’errore,
e un’altra volta, mammina mia,
studierò meglio l’ortografia”.

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L’apostrofo quando si usa.

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