Ha riscosso un grande successo il primo episodio della serie TV.

La puntata dell’amica geniale 2 andata in onda lunedì sera è ispirata al secondo romanzo di Elena Ferrante : “Storia del nuovo nome”.

Il regista Saverio Costanzo è riuscito a dare corpo ai personaggi creati dalla grande scrittrice restando fedele ai romanzi.

Sono brave le attrici protagoniste a rendere la tensione di un’amicizia che si sviluppa tra amore e invidia. Credibili sono anche i personaggi che crescono accanto a loro; insicuri, crudeli, generosi e persi dietro una continua trasformazione che non comprendono.

Il primo episodio dell‘Amica geniale 2 parte esattamente dal punto in cui era finita la prima serie: il matrimonio di Lila con il salumiere Caracci. Durante il viaggio di nozze iniziano le prime violenze del marito che continueranno anche quando gli sposi tornano al rione.

Una violenza che il regista rende in tutta la sua tragicità attraverso accorgimenti che trasmettono allo spettatore la vigliaccheria del carnefice e la disperazione della vittima.

La vita di Lila adesso è completamente diversa da quella di Lenù ma la loro amicizia non si incrina. Elena ogni pomeriggio va a studiare nella bella casa dell’amica che attraverso lei continua ad alimentare la curiosità per le materie di studio. Il marito vorrebbe un bambino “ma c’è qualcosa dentro di lei che uccide la vita” si lamenta.

Non è proprio come dice lui, anzi è vero l’esatto contrario ed è la stessa Lila a dirlo: “Non mi fanno niente le botte, ogni volta mi sento più forte di prima”. Costanzo è bravissimo a rendere il contrasto tra la vitalità delle due ragazze e la bassezza morale dei maschi del rione, sempre alla ricerca dell’appagamento fisico e materiale.

Amica geniale 2

E’ stato un record di ascolti per Rai1 che ha ottenuto il 29,3% di ascolti.

Finito il primo episodio tutti sono in attesa di vedere come proseguirà la messa in scena delle avventure di Lila e Lenù che tanto hanno appassionato i lettori di tutto il mondo.

Nei prossimi episodi la scena cambierà, ci sarà un passaggio anche fisico per raccontare gli anni dell’Università trascorsi a Pisa.

Non vediamo l’ora che sia lunedì!

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