Poesie d’amore di autori italiani.

Per festeggiare San Valentino con le parole giuste abbiamo pensato di raccogliere qui alcune delle più belle poesie d’amore.

In un altro post potete ascoltare la bellissima “Ho sceso le scale dandoti il braccio” di Eugenio Montale letta da Luca Zingaretti. Oggi vediamo il testo di altre quattro poesie d’amore.

La prima è una poesia che il poeta Umberto Saba ha dedicato alla moglie Lina, con la quale ha vissuto una lunga e complicata relazione.

Umberto Saba, Nuovi versi alla Lina

Dico al mio cuore, intanto che t’aspetto:
Scordala, che sarà cosa gentile.
Ti vedo, e generoso in uno e vile,
a te m’affretto.
So che per quanto alla mia vita hai tolto,
e per te stessa dovrei odiarti.
Ma poi altro che un bacio non so darti
quando t’ascolto.
Quando t’ascolto parlarmi d’amore
sento che il male ti lasciava intatta;
sento che la tua voce amara è fatta
per il mio cuore”.

La seconda poesia è stata scritta da Cesare Pavese. Ascoltatela recitata dal famoso attore Vittorio Gassman e dopo leggete il testo e inserite le poche parole che mancano.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, 22 Marzo 1950

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
1._______, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana 2.________,
u
n grido taciuto, un silenzio.

Cosí li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello 3.________. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un 4.________,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un 5.______ chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Adesso una poesia di Pier Paolo Pasolini, il più grande intellettuale italiano del XX secolo ha scritto anche bellissime poesie. Questa non è la sua più bella ma è, come nel suo stile, dannatamente sincera.

Senza di te tornavo, come ebbro,
non più capace d’esser solo, a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.

Mille volte son stato così solo
dacché son vivo, e mille uguali sere
m’hanno oscurato agli occhi l’erba, i monti
le campagne, le nuvole.

Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera. Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c’è solo l’ombra.

E mi sarai lontano mille volte,
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest’angoscia che monta dentro al seno;
essere solo”.

1945/46

Le più belle poesie d'amore italiane.

E terminiamo con una lirica di una poetessa morta pochi anni fa e molto amata da tantissimi lettori: Alda Merini.

E poi fate l’amore

E poi fate l’amore.
Niente sesso, solo amore.
E con questo intendo
i baci lenti sulla bocca,
sul collo,
sulla pancia,
sulla schiena,
i morsi sulle labbra,
le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.
Intendo abbracci talmente stretti
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi,
vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento
era stata un po’ sbiadita.
Intendo dita sui corpi,
creare costellazioni,
inalare profumi,
cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano
allo stesso ritmo.
E poi sorrisi,
sinceri dopo un po’
che non lo erano più.
Ecco,
fate l’amore e non vergognatevi,
perché l’amore è arte,
e voi i capolavori.

Buon San Valentino!

Rispondi