I film, le fiction, i romanzi sono racconti. E dei racconti abbiamo bisogno per distrarci dalla realtà.

Anche nel Medioevo la pensavano così; per passare il tempo non c’è niente di meglio che raccontare storie fantastiche. Di questo, almeno, era convinto Giovanni Boccaccio; ecco cosa scrisse nell’ introduzione del Decameron:

“Era il 1348 quando nella città di Firenze e in tutte le altre bellissime città d’Italia giunse una terribile epidemia: la pesta nera. Era cominciata alcuni anni prima in Oriente procurando la morte di innumerevole persone e poi senza fermarsi si espanse verso occidente”(…)

“Io penso che sarebbe opportuno uscire dalla città e andarsene in campagna e vivere in spensieratezza e vi propongo di raccontare novelle e storie fantastiche e in questo modo, o cari giovani, trascorrerete la parte più bella della vostra giornata e della vostra vita”.

Completa il testo inserendo le congiunzioni che mancano.

Il termine Decameron significa letteralmente racconto di novelle di 10 giorni, 1.________ se la matematica non è un’opinione: 10 novelle per 10 giorni fa un totale di 100 novelle, una raccolta direi completa.

Il Decameron è stato scritto tra il 1348 e il 1353 immediatamente dopo l’epidemia di peste terribile che si abbatté su tutta Europa nel 1348.

Sette giovani donzelle e tre giovani virgulti (giovani di nobile origine) decidono 2.________ di ritirarsi nella campagna fiorentina, sfuggendo così appunto alla peste che imperversava in città. Qui immersi tra la natura si dedicano a ozi quali il cibo, i balli ma soprattutto i giochi.

Nel frattempo 3.________ nel pomeriggio, nelle ore più calde del giorno decidono di raccontare una novella ciascuno e al termine di ogni sessione di racconto vi sono commenti e ballate finali.

I dieci protagonisti non sono caratterizzati da una descrizione psicologica completa, a parte Dioneo, che appare quello più licenzioso, più irriverente e malizioso. I nomi dei protagonisti sono ricavati principalmente dalle opere precedenti del Boccaccio e dai personaggi della mitologia classica.

il Decameron

Considerando 4.________ i modelli letterari da cui parte Boccaccio nella redazione del Decameron troviamo soprattutto la tradizione novellistica toscana. Ricordiamo una raccolta molto importante del secolo precedente: Il Novellino. Ma in Boccaccio la raccolta assume una connotazione diversa, soprattutto per merito della cosiddetta cornice rappresentata appunto dal contesto della peste e dai giovani che decidono di rifugiarsi in campagna.

La cornice è un elemento essenziale 5._________ nel caos epidemico narrato nella stessa cornice, Boccaccio riporta l’ordine ricomposto dall’armonica unità dell’allegra compagnia.

Le diverse novelle raccontate nei dieci giorni di narrazione sono, diciamo così, stabilite per tematiche:

il primo giorno il tema è libero

il secondo giorno si parla di sfortunati le cui vicende hanno un lieto fine,

il terzo giorno di chi acquista o recupera con il genio qualcosa che desidera,

il quarto giorno degli amori dalla fine tragica mentre

il quinto giorno è il turno degli amori ostacolati ma con lieto fine

fino al sesto giorno, in cui si narra chi fugge dal pericolo con l’astuzia

delle beffe delle mogli ai mariti si parla nel settimo giorno,

nell’ottavo giorno delle beffe che gli uomini e donne si fanno reciprocamente,

il nono giorno il tema è libero

il decimo giorno si parla di avventure amorose cortesi e magnanime.

I giovani assumono a turno il ruolo di Re e Regina e stabiliscono l’argomento del giorno, cui gli altri ovviamente dovranno attenersi.

L’autore 6.________ interviene soltanto in due momenti: nel proemio e nelle conclusioni finali.

Il proemio è importantissimo, poiché si delineano i motivi dell’opera destinata, secondo quanto sostiene l’autore, principalmente alle donne che, a differenza degli uomini, hanno meno occasioni di trovare distrazioni dalle pene d’amore. Il Decameron non è 7.________un’opera destinata a un pubblico di letterati ma comunque a gente di buon gusto.

Il tema fondamentale, però, a parte l’amore, è soprattutto la capacità dell’individuo di superare le avversità e vincere la fortuna.

Questa, intesa come un complesso di forze accidentali. Boccaccio, 8._______, si distacca dalle concezioni della fortuna medievale. La fortuna, appunto, nel Boccaccio è intesa in senso laico cioè non subordinata alla volontà divina.

Altro protagonista del Decameron è la città o meglio la realtà urbana.

Gran parte delle novelle è ambientata nell’ambiente urbano e il poeta si concentra in particolare nel contesto mercantile del quattordicesimo secolo. 9._____ nonostante celebri l’industriosità della classe borghese, non manca di sottolinearne i limiti: l’eccessivo attaccamento alla ragion di mercatura.

Altro grande e importante tema è quello dell’amore.

L’amore celebrato dal Boccaccio è 10.__________ molto diverso dal sentimento narrato da Dante nella Divina Commedia o nelle altre sue opere. Per Dante 11.__________,l’amore era quasi un sentimento rivolto alla spiritualizzazione dell’essere mentre, al contrario, Boccaccio ne celebra soprattutto l’aspetto carnale.

E visto che parliamo di Dante e Boccaccio concentriamoci sulla lingua e sullo stile.

Quando parliamo di lingue e di stile del Decameron dobbiamo distinguere tra la lingua e lo stile dell’autore e la lingua e lo stile dei protagonisti. Il linguaggio autoriale è 12._______ caratterizzato da uno stile alto e sostenuto pieno di frasi subordinate con una sintassi modellata sul latino. Al contrario delle voci dei personaggi che sono comprendenti un registro linguistico vario che non esclude anche modi di dire popolari.

Domande di comprensione

Quando è stato scritto il Decameron?

Quante novelle contiene?

Chi sono i protagonisti?

Perché il poeta scrive questo libro?

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