Cookie Policy Buona Pasqua! In letteratura. - Italianclassinitaly
Mer. Set 28th, 2022

Alcuni pensieri di famosi scrittori italiani.

Forse mai come quest’anno abbiamo bisogno di una buona Pasqua. Un cambiamento che sia rinascita. Un nuovo modo di pensare a noi stessi, agli altri e al mondo.

Nell’augurarvi, sinceramente, una Buona Pasqua abbiamo selezionato dei pensieri scritti da autori italiani, che parlano di rinascita.

In un mondo dove tutti pensano soltanto a mangiare e a far quattrini, a divertirsi e a comandare, è necessario che vi sia ogni tanto uno che rinfreschi la visione delle coseche faccia sentire lo straordinario nelle cose ordinarie, il mistero nella banalità, la bellezza nella spazzatura. È necessario uno svegliatore notturno che smantelli per dar posto alla luce.”
Giovanni Papini (1881 . 1956)

«Sapete, è geniale questa cosa che i giorni finiscono. È un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c’è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo». 

Alessandro Baricco

Buona Pasqua. Baricco.

Ferma su queste carte

perenne un raggio, o Sole;

a te rapito ha l’Arte,

la fiamma avvivatrice,

con cui compone e dice

l’eterne sue parole.

La Pasqua alma di Gea,

di Gea, unica Dea,

agli uomini risorta,

la Primavera io canto;

or che nei petti umani

la vana fede è morta

ne l’ideale estremo

poggiato su ‘l dimani

del nostro dí supremo.

Sgorga di nuova foce

la voce armonïosa;

una lontana voce,

limpida luminosa

mi chiama e mi conduce.


Luigi Pirandello (1867-1936)

A Pasqua, cioè nel Sabato Santo appena cominciano a squillare le campane, l’aria rintrona di spari d’allegria e i ragazzi gridano: 

Bibu est Deu, pro su dispettu de su zudeu!
(vivo è Dio per il dispetto del giudeo!).

Ed in ogni casa si fanno sas casadinas (schiacciate di pasta), dentellate, con gli orli rivoltati e contenenti del formaggio fresco impastato con sale e zafferano, e sas pizzinnas d’obu (le ragazze d’uovo) che sono strane figurine in forma di un bimbo fasciato, con un uovo in testa e due o tre mandorle ficcate lungo il dorso. Per Pasqua si usano regalare, oltre le casadinas agnelli e carne.

Ed al sacerdote che va a benedire le case si getta una moneta d’argento entro il secchiello dell’acqua santa, e un pane e casadinas nella bisaccia recata appositamente dal sagrestano.

Grazia Deledda (1871 – 1936)

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