Oggi in Italia è la festa della Liberazione.

E dai balconi si canta Bella ciao. Un canto nato durante la seconda guerra mondiale e dagli anni ’60, evocato sempre come la canzone dei partigiani pronti a morire per la libertà. Da allora Bella ciao si canta sempre il 25 aprile.

Ovvero il giorno che celebra la Liberazione. Il 25 aprile del 1945 è la data simbolo scelta a rappresentare il culmine della fase militare della Resistenza. Di fatto è il giorno in cui l’Italia festeggia la fine di vent’anni di dittatura fascista e cinque anni di guerra.

Oggi, però, Bella ciao è conosciuta e cantata in tutto il mondo. Ne abbiamo avuto l’ennesima testimonianza in questi ultimi due mesi durante i quali alcuni gruppi di persone hanno voluto far sentire la vicinanza all’Italia e a tutti i paesi duramente colpiti dal Corona Virus.

L’ultimo video uscito in ordine di tempo l’hanno registrato i pompieri inglesi. Prima di loro lo avevano fatto gli abitanti di una cittadina tedesca, e non molto tempo fa i curdi che abitano in varie parti del mondo. Oggi “Bella ciao” è una canzone simbolo di libertà e solidarietà.

Il motivo lo racconta Carlo Pestelli in un piccolo libro che si intitola: “Bella ciao, la canzone della libertà”, in cui spiega che la canzone deriva da ballate molto diffuse nel centro/nord Europa e che si ispira, probabilmente, ad un’antica canzone yiddish il cui titolo completo è “the little bag of coal”, la piccola borsa di carbone.

Insomma una melodia che è passata di bocca in bocca, attraversando mari e monti, prima di arrivare nell’ Italia del nord durante la seconda Guerra Mondiale.

Il motivo musicale è trascinante, le suggestioni che questa melodia lascia riconducono ai canti bretoni, ai trovatori provenzali, a canzoni popolari su amori traditi, a stornelli e girotondi per bambini. Sarà forse per questo che è così facile da ricordare e da cantare.

Non c’è niente di meglio per farci sentire un po’ più vicini, anche quando siamo costretti a stare lontano, che cantare a gran voce per la libertà e la solidarietà.

Una canzone che ha compiuto un lungo cammino, che appartiene al passato ma anche al futuro.

Buon 25 aprile!

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