Una lettura per ragazzi stranieri che studiano italiano. L2.

Il potere di Camilla

Camilla era una ragazza speciale, aveva ricevuto in dono, infatti, un potere particolare: riusciva a sollevare dei pesi enormi con il minimo sforzo.

Se ne era accorse all’età di 11 anni, più o meno. Un giorno, tornando da scuola, dei ragazzini un po’ più grandi di lei l’avevano circondata per prenderla in giro:”Sei brutta, sei brutta, guarda che scarpe, guarda che gonne.”

Camilla era tutt’altro che brutta; aveva dei lunghi capelli rossi, gli occhi marroni e un bel sorriso, ma alcuni la prendevano in giro perché lei si vestiva in modo un po’ diverso dalle altre bambine della scuola.

La mamma di Camilla era un’artista che lavorava nei teatri di tutto il mondo e lei abitava da sola con il padre e con la nonna. Spesso si metteva i vestiti che trovava nell’armadio di sua madre, li accorciava e li preparava da sola, era un modo per sentirsi più vicina a lei.

Li trovava bellissimi: lunghi, corti, fatti con stoffe dai colori sgargianti, decorati con lustrini e piume. Questi ragazzi evidentemente credevano, invece, che fosse strana e così quel giorno l’avevano presa di mira.

A Camilla non importava perché lei non si sentiva brutta, tutt’altro.

Era convinta di essere piuttosto carina e così anche quel giorno continuò a camminare senza guardare quei tre ragazzi che conosceva a malapena.

Uno dei ragazzini infastidito dal fatto che Camilla non reagisse alle loro offese, si avvicinò improvvisamente a lei, e cominciò a spingerla. Con un gesto istintivo Camilla mise le mani davanti per tenerlo lontano e con una piccola spinta lo catapultò a 30 metri di distanza.

Il potere di Camilla.

Lui non credeva ai suoi occhi, una ragazzina che lo spinge a terra? Si alzò e partì di nuovo per andarle contro ma ancora lei, semplicemente mettendo le mani davanti, riuscì a spingerlo una decina di metri lontano.

Aveva un potere? Un dono? O era semplicemente la bambina più forte del mondo? Quando arrivò a casa raccontò l’accaduto alla nonna che stava apparecchiando la tavola. La nonna si fermò, la guardò dritta negli occhi e disse “Te ne sei accorta finalmente!”

Si avvicinò e le accarezzò il viso, poi aggiunse: “Il tuo è un dono speciale, una forza straordinaria che hai dentro di te e ti permetterà di fare tutto quello che vuoi. Ce l’abbiamo tutti, sai? Basta rendersene conto”.

“Ora sai che hai un grande potere e con quello puoi fare tutto quello che vuoi; puoi fermare chi cerca di farti del male, puoi aiutare chi è in difficoltà, puoi impiegare la tua forza per creare qualcosa di nuovo e unico. Sta a te, cara mia. Decidi”.

Camilla sorrise pensando che aveva sempre saputo di essere speciale e cominciò a fantasticare su come usare il suo potere straordinario.

Rispondi alle domande:
  1. Perché alcuni ragazzini cercano di infastidire Camilla?
  2. Come reagisce la ragazza?
  3. Cosa comprende Camilla quando torna a casa?
Scrivi il tempo verbale dei seguenti verbi.

è =

era=

si è accorta =

disse =

Osserva: Cerca nel testo gli aggettivi che descrivono Camilla.

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Scrivi: Pensa a un personaggio famoso di una favola o di un racconto e descrivilo.

Come è fisicamente? Che carattere ha? Come si veste?

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