Il mito e la statua perfetta.

Il mito di Apollo e Dafne e il capolavoro di Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) che si trova alla Galleria Borghese, Roma.

Ascolta con attenzione il video che parla di Apollo e Dafne.

Completa il testo sotto inserendo i verbi che mancano, sono tutti al congiuntivo.

Dafne, figlia e sacerdotessa di Gea, la madre terra e del fiume Peneo, secondo altri del fiume Lacone. Era una giovane Ninfa che viveva serena passando il suo tempo a deliziarsi della quiete dei boschi e del piacere della caccia.

Qui la vediamo in tutt’altra veste: Dafne fugge dinanzi ad Apollo ma perché? Come si è arrivati a questo punto?

Il mito racconta che un giorno Apollo, fiero di aver ucciso a colpi di freccia il gigantesco serpente Pitone, incontra Eros e si burlò di lui del fatto che non 1.__________ mai __________ delle azioni degne di gloria.

Il Dio dell’amore, profondamente ferito dalle parole di Apollo, volò in cima al monte Parnaso e lì preparò la sua vendetta.

Prese due frecce una di piombo destinata a respingere l’amore che lanciò nel cuore di Dafne. E un’altra dorata destinata a far nascere la passione, che scagliò con violenza nel cuore di Apollo.

Apollo e Dafne

Da quel giorno Apollo iniziò a vagare disperatamente per i boschi alla ricerca della Ninfa perché era talmente grande la passione che ardeva nel suo cuore, che ogni minuto lontano da lei era una tremenda sofferenza.

Alla fine riuscì a trovarla, ma Dafne appena lo vide scappò impaurita e a nulla valsero le suppliche del Dio che gridava il suo amore e le sue origini divine per cercare di impressionare la giovane.

Corsero fino a giungere presso il fiume Peneo, dove la ragazza pregò il padre di aiutarla. La ragazza dunque si trasformò in albero d’alloro. Ma anche così il Dio la ama, Apollo la ama, e abbraccia la pianta come 2.________ il corpo della Ninfa, ne bacia i rami ma l’albero sembra ribellarsi a quei baci.

Allora il Dio, deluso, così le dice: Poiché non puoi essere mia sposa sarai almeno l’albero mio. Di te sempre, Oh lauro, saranno ornati i miei capelli, la mia cedra, la mia feretra. Scriveva Ovidia nella Metamorfosi.

Il gruppo marmoreo di Bernini fotografa l’attimo in cui Apollo raggiunge la Ninfa. Il volto di Dafne è terrorizzato, la mano sinistra del Dio si posa sui fianchi dell’amata. Sulla cui pelle però è già cresciuta una spessa corteccia. I capelli si mutano in rami ricci di foglie, le sue braccia si sollevano verso il cielo diventando flessibili rami. Il suo corpo sinuoso si copre di tenera corteccia e i suoi delicati piedi si tramutano in robuste radici.

Solo la sua bellezza splendente fu lasciata inalterata. Bernini ci fa vedere la metamorfosi mentre si compie. Il gruppo doveva essere posto contro una parete, come se i due personaggi 3.____________ da essa e venissero verso il centro della sala e chi 4.__________ _________ dalla porta li avrebbe visti nel momento più drammatico.

L’opera inoltre ha una grande carica erotica nonostante 5._________________ per la casa di un cardinale: Scipione Borghese e la cosa fece molto parlare. Il cardinale Maffeo Barberini suggerì di aggiungere un’iscrizione a questa opera in modo da darle un significato morale. Così fu sottoposto all’opera un cartiglio inciso nella carcassa di un draghetto, anch’esso, insieme all’aquila, stemma della famiglia Borghese.

Sul quale è scritto: “Chi insegue le fame fuggitive del godimento, coglierà solo bacche amare”

La figura d’Apollo è cinta da un drappo che nell’attimo dell’arresto si è gonfiato e sollevato verso l’alto, la sua nudità è quella di un adolescente, i suoi capelli sono folti e inanellati e ai suoi piedi il giovane Dio porta i calzari all’antica. Il marmo è lavorato dal Bernini con una diversa sensibilità, volta a rendere la differenza delle superfici rappresentate. La pelle è liscia e morbidamente ombreggiata, la corteccia è ruvida e scabra, i capelli sono soffici e delicati e le stoffe del drappo sono rigide

Bernini rivedendo 40 anni dopo riconobbe che non avrebbe mai potuto fare di meglio. L’opera ha un senso ascensionale che va verso l’alto; tutto il corpo ruota in bilico tra il movimento della fuga e l’irrigidimento che la sta trasformando in pietra. Si ha la sensazione di estrema leggerezza come un marmo che vola.

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