Un ruolo centrale nella nostra storia.

L’emigrazione ha un ruolo centrale nella storia del nostro Paese. Ci sono stati tanti spostamenti di persone italiane, da una regione all’altra e oltre i confini nazionali.

Nel 1876 il fenomeno ha raggiunto dimensioni tali da far parlare di grande migrazione o diaspora italiana. Tra il 1876 e il 1894, infatti, partirono dall’Italia circa 24 milioni di persone. La metà erano diretti verso le Americhe (Stati Uniti, Argentina, Brasile, Venezuela …), gli altri in vari Paesi europei come il Belgio, la Germania, la Svizzera e la Francia.

La grande migrazione italiana era causata soprattutto dalla povertà in cui versavano molte zone del nostro Paese. Bastava un aumento dei prezzi, una carestia, un’epidemia e molte persone non avevano più di che vivere ed erano costrette a spostarsi in gruppo.

Chi emigrava partiva in cerca di una vita migliore e di un riscatto sociale.

Con il tempo chi era arrivato in un Paese straniere trasmetteva informazioni e aiutava altri parenti o amici a raggiungerli dando vita alle cosiddette “catene migratorie”. Il numero di italiani emigrati all’estero – dall’unità d’Italia nel 1861 ai primi anni ’70 del secolo scorso – è veramente vasto. Si parla di 27 milioni di persone.

Il fenomeno dell’emigrazione italiana ha cominciato a diminuire solo a partire dagli anni ’60, dopo il cosiddetto miracolo economico*.

*miracolo economico: periodo di forte crescita economica e sviluppo tecnologico che ha portato un benessere più diffuso in tutt’Italia.

Rispondi alle domande:

  1. Quali sono le cause della grande migrazione italiana?
  2. Che cosa si intende con “catena migratoria”?
  3. In quale periodo gli italiani hanno smesso di emigrare?
  4. La zona dove vivi è stata in passato terra d’emigrazione?

Osserva bene

L’Italia, come altri Paesi, oggi è terra d’immigrazione cioè terra dove arrivano persone in cerca di migliori condizioni di vita.

Ma in passato l’Italia era la terra da cui si partiva cioè era zona d’emigrazione.

Leggi anche:

La famiglia italiana attraverso il XIX secolo