Rocca Calascio

Rocca Calascio in Abruzzo

Rocca Calascio è un imponente e maestoso castello, situato in un paesaggio di montagna in provincia dell’Aquila. E’ stato classificato dal National Geographic come uno dei 15 castelli più belli al mondo.

E’ anche uno dei castelli più elevati d’Italia. Si trova, infatti, su un crinale del massiccio del Gran Sasso ad un’altitudine di 1460 metri. La sua posizione lo ha reso una delle principali fortificazione dell’Abruzzo perché permetteva il controllo di tutto il territorio circostante.

Il nome della rosa è uscito nel 1980, ha avuto un successo planetario ed è stato tradotto in 47 lingue, dal libro è stato tratto il film del 1986 diretto da Jean-Jacques Annaud.

Diverse scene del film, furono girate in Abruzzo, a Rocca Calascio non nuova a scelte del genere da parte di registi internazionali, per la bellezza dei paesaggi e per il suo antico e imponente castello. Ambientato nel 1327, il film narra di alcuni terribili omicidi che sconvolgono un’abbazia benedettina sperduta tra i monti italiani. 

Guarda il video e completa il testo sotto (mancano alcuni verbi).

Noi ora ci troviamo in un luogo che sembra molto lontano ma in realtà è vicinissimo a Roma ed è straordinario è Rocca Calascio, nel cuore dell’Abruzzo. C’è questa rocca straordinaria, bellissima, unica nel suo genere che fa 1._________ ed è per questo che siamo qua: per 2._________ di un’epoca che non esiste più, che è il tardo medioevo.

Come 3._________ a spiegare un’epoca del passato, così poco conosciuta, attraverso un romanzo? Un romanzo che è una delle opere più famose del Novecento, della storia recente, ed è bellissimo: Il Nome della Rosa.

Col Nome della Rosa subito capite l’epoca, i luoghi, i personaggi, i temi. Effettivamente noi 4._________ del milletrecento. Il 1300 è il protagonista di questo romanzo ma in realtà è qualcosa di più: si entra dentro le abbazie.

A quell’epoca era lì che 5.__________ copiate le opere del passato e tramandate nei secoli, grazie al lavoro di migliaia di monaci amanuensi e non solo loro. I capolavori dell’antichità sono stati traghettati fino ad oggi.

E’ sempre la stessa mano oppure sono più mani? A volte erano più mani che si dividevano il lavoro. Gli studiosi specialisti magari sanno riconoscere qualche differenza però questo sembra tutto così uniforme.

Ecco siamo arrivati nel punto forse più importante, il Sacro Speco cioè la grotta dove San Benedetto ha realizzato il suo eremitaggio.

Ebbene questa nostra puntata vuole assolutamente 6.________ quel mondo e spiegare, attraverso il Nome della Rosa, cosa significava la vita nelle abbazie.

Continua Guglielmo, leggi, leggi. Se la luce è troppa bassa per te dalla a questo ragazzo, lui ci riuscirà.

Non consentirò che il mio fedele allievo tocchi le pagine avvelenate di questo libro senza la protezione del guanto che ora sto portando …

Un ipotetico avvelenatore del trecento 7.________ a disposizione una batteria, una vera propria farmacia, di veleni. Da quelli minerali, l’arsenico era stato isolato da Alberto Magno nel 1250, quindi poco prima. Infatti nel Nome della Rosa c’è l’arsenico, appunto, Umbero Eco ci ha messo proprio questo elemento.

Riuscire a 8.________ in quell’epoca anche dal punto di vista della vita quotidiana, delle persone:

Chi erano gli italiani del 1300?

Che lingua si parlava, cosa si mangiava e poi anche soprattutto cosa ci ha portato quell’epoca? Attraverso un romanzo noi 9.________ di fare un viaggio nel tempo. Una specie di sentiero nel passato che ci permette di 10._________ dal presente a un’epoca che è stata fondamentale per quello che siamo noi oggi, come ho detto, ma soprattutto ci ha lasciato tanti capolavori: come questo!

Rispondi alle domande:

  1. Com’è la Rocca?
  2. Cosa accadeva nella Rocca durante il Medioevo?
  3. Cosa facevano i monaci amanuensi?

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