Sai dove, come e quando nasce l’aperitivo?

Per migliorare il tuo italiano ascolta i nostri podcast. Ogni lunedì Marina ti racconta una storia. Quella di oggi è particolarmente piacevole perché racconta come, dove e quando è nata la bella abitudine di bere l’aperitivo.

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Trascrizione

Chi non ama il rituale dell’aperitivo? Anche tanti stranieri che arrivano in Italia per turismo o per lavoro o per studio, di solito accettano di buon gusto quest’abitudine. Dalle sei di sera, al bar, una bevanda amara, leggermente alcolica, ma esiste anche la versione analcolica, da sorseggiare tra una chiacchiera e l’altra gustando anche qualche stuzzichino: olive, noccioline, patatine e molto altro.

Ma quando è nata esattamente l’usanza di prendere l’aperitivo? Molto tempo fa. Già gli antichi romani avevano intuito che le bevande particolarmente amare aprivano lo stomaco. Aprire, sì, è questa la parola chiave perché aperitivo viene dal latino “aperire” – aprire lo stomaco per stimolare l’appetito.

Ci sono testimonianze scritte a riprova del fatto che nel V sec. ac il medico greco Ippocrate,  ai pazienti affetti da inappetenza (cioè mancanza di appetito), prescriveva un medicinale di sua invenzione: il vinum hippocraticum che era composto da vino più fiori i quali gli davano un sapore particolare. Ai romani piacque come idea e l’adottarono. Ma ne migliorarono il sapore, di per sé molto amaro, aggiungendo il rosmarino, la salvia e il miele.

Infatti sappiamo che, più o meno 2000 anni fa, i romani (quelli ricchi ovviamente) avevano l’abitudine di anticipare la cena con bevande alcoliche e stuzzichini vari.

La chiamavano la gustatio, era un momento previsto nei banchetti più sontuosi, di grande convivialità, nato per stimolare l’appetito con antipasti saporiti accompagnati dal mulsum, vino ad alta gradazione alcolica miscelato ad erbe e miele aromatizzato.

Durante il Medioevo e il Rinascimento le scoperte geografiche e i continui scambi commerciali con l’Oriente, fecero conoscere alla vecchia Europa nuove e costosissime spezie (la noce moscata, i chiodi di garofano, la cannella, il pepe nero). Queste si dimostrarono perfette per aromatizzare al meglio il “vino aperitivo”:

Ma l’aperitivo in senso moderno, così come lo intendiamo oggi, nasce molti anni dopo in un luogo e in un anno ben precisi: Torino – 1796. Nel capoluogo piemontese, in una piccola bottega di liquori, il signor Antonio Benedetto Carpano ebbe la geniale idea di vendere, in un’elegante bottiglia da un litro, un vino aromatizzato con la china che battezzò Vermouth.

Quando qualche anno dopo quel vino, con quel po’di amaro in più, arrivò alle labbra di Re Vittorio Emanuele, lo conquistò. E così il Vermouth con china di Antonio Carpano divenne l’aperitivo ufficiale di Corte.

La Casa Reale apprezzava tanto la bevanda alcolica che concesse l’autorizzazione a usare la formula “Bianco Gancia, vermouth dell’Aristocrazia e della Regalità”.

Il successo fu enorme; uomini importanti e famosi come Camillo Benso Conte di Cavour e Giuseppe Verdi ne andavano pazzi e la bottega Carpano, dal 1840 al 1844, per soddisfare le richieste fu costretta a rimanere aperta ventiquattr’ore su ventiquattro.

Per molto tempo l’aperitivo è rimasto legato all’abitudine, soprattutto degli uomini colti, di frequentare “caffè letterari”, luoghi di ritrovo e di cultura dove si riunivano politici ed intellettuali.

Fino a quando nel 1900, a Milano, l’aperitivo si trasforma in un vero e proprio fenomeno sociale e il classico bicchiere di vino, accompagnato dalle olive, si fa via via sempre più vario fino a proporre una lunga lista di drink per tutti i gusti e per tutte le tasche. Piano piano comincia ad arricchirsi anche la lista degli stuzzichini: non solo olive e noccioline ma pasta, riso, pizzette …

Oggi, lo sappiamo bene, non esiste città italiana che non abbia adottato questa deliziosa abitudine e, forse, non esiste italiano e italiana che non ami prendersi almeno un aperitivo a settimana.

Ti è piaciuta questa storia? Allora vediamo se hai compreso tutto?

  1. Cosa significa la parola aperitivo, da dove deriva?
  2. Perché Ippocrate faceva bere ad alcune persone un vino amaro?
  3. In quale città italiana è nato l’aperitivo moderno? E quando?
  • Aperire significa aprire – aprire lo stomaco.
  • Per guarire chi non aveva appetito.
  • A Torino, nel 1796.

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