Pier Francesco Favino legge “Viaggio in Italia” di Guido Piovene.

Tra il 1953 e il 1956 alla radio trasmisero Viaggio in Italia, o “l’inventario delle cose italiane”, di Guido Piovene. Si trattava di un viaggio vero, attraverso tutta la penisola, fatto in auto con la moglie Mimy e con due regole ben precise: andare piano e fermarsi spesso per non farsi sfuggire nulla.

Quel racconto, scritto da Piovene sessant’anni fa, insieme alle immagini inviate dai lettori della rivista Traveller e la voce di Pier Francesco Favino hanno composto un video che è una lettera d’amore all’Italia.

Guarda il video e completa il testo sotto:

Alcune bellezze toccano fuori d’Italia un grado più estremo: immensi fiumi, immensi laghi, foreste, 1._________, pianure, fioriture lussureggianti, scogliere drammatiche. La specialità dell’Italia è che tutte queste 2.__________ diverse e contrastanti, le quali si dispiegano ad una ad una sulla superficie terrestre, vi sono rappresentate in un compendio che, come un prisma, riflette, in breve 3._________, nelle sue molte facce tutto il resto del mondo.

Si direbbe che una divinità 4.___________, dopo aver frantumato il mondo, ne abbia radunato qui, scegliendoli da ogni parte, ingenti frammenti. Tanti elementi eterogenei però sono in Italia dosati, 5.___________, armonizzati insieme con la stessa cura con cui un artista armonizza le diverse influenze e le annotazioni dal vero.

La stessa natura, perciò, nasce come un’opera d’arte e sembra obbedire a una regola di 6.____________ artistica. Si presenta già composta in paesaggio. La lunga opera dell’uomo ha reso questa associazione di arte e di natura ancora più 7.__________. E qui intendo per arte tutto ciò che l’uomo ha fatto, da una cattedrale a una coltivazione; una natura che è già arte per sé e l’arte sovrapposta da un’opera umana non si distinguono, in Italia. Anche l’arte è paesaggio 8._____________ e in modo inseparabile

Lettera d'amore all'Italia

Il paesaggio italiano è stato riprodotto da così tanti artisti che ormai ci è impossibile separare ciò che vediamo con i nostri 9.__________ e con i loro.

La campagna veneta è fatta di tanti quadri di Tiziano o Veronese. La campagna toscana da tanti Paolo Uccello o Pier della Francesca. Non esiste in Italia uno spazio che l’uomo non abbia già 10.___________ e introdotto nei suoi ricordi prima ancora di averlo visto. E dal quale, perciò, l’uomo non ci venga incontro.

Non esiste un’altura 11._____________. Tutto è umanizzato, tutto ha un nome e il nome si collega a un evento storico, a una leggenda, a un mito. A questo si deve se il popolo d’Italia è imbevuto d’arte anche più degli altri popoli europei, tutti imbevuti d’arte. La strada e la piazza Italiana sono 12.____________ e tutti attori di se stessi.

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