Stasera tutti con il naso all’in su a contare le stelle cadenti.

Stasera è la notte di San Lorenzo e tutti la passeremo in un luogo poco illuminato, in spiaggia o in campagna, con il naso all’insù a contare le stelle cadenti e ad esprimere desideri.

Le stelle cadenti che stanotte possiamo vedere anche ad occhio nudo sono le Perseidi, uno sciame di meteore (detriti di polveri e ghiaccio) che attraversano la Terra durante il periodo estivo.  Esse sono infatti visibili da fine luglio a fine agosto, raggiungendo il picco tra il 10 e il 13 agosto.

Le prime osservazioni delle Perseidi risalgono addiririttura al 36 d.C a opera dei cinesi. Nel 1866, dopo il passaggio al perielio della cometa Swift-Tuttle del 1862, l’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli ne scoprì l’origine.

Il fenomeno si verifica quando la Terra passa in prossimità dell’incrocio tra la sua orbita e quella della cometa in questione, ‘tuffandosi’ così nella nube di polveri seminata da quest’ultima lungo il proprio percorso attorno al Sole. Questi grani di polvere, penetrando a gran velocità nell’atmosfera terrestre, bruciano per attrito, lasciando così nel cielo la caratteristica scia” – ha affermato lo scienziato.

L’ ultimo passaggio è avvenuto nel 1992, e il prossimo si realizzerà nel 2126. Le meteore che noi vediamo ora sono particelle rilasciate durante le passate orbite della cometa.

L’uomo è sempre rimasto impressionato da queste scie luminose che percorrono il cielo e negli anni sono nate numerose leggende per cercare di dare una spiegazione del fenomeno.

Come abbiamo detto le prime osservazioni delle Perseidi risalgono al 36 d.C. ad opera dei Cinesi, ma le tradizioni più interessanti risalgono principalmente all’antica Roma e all’antica Grecia. Prima dell’avvento del Cristianesimo, le stelle cadenti erano viste come segni divini.

Gli antichi romani, per esempio, ritenevano che le stelle cadenti provenissero dal dio Priamo che, in questo modo, donava fertilità ai campi. Ma nell’antichità le stelle cadenti erano viste anche come segni di ‘cattivi presagi’, perché si credeva che fossero le lacrime degli Dei.

L’avvento del cristianesimo ha cambiato il significato del fenomeno celeste. Le stelle cadenti nella notte di San Lorenzo sono diventate le lacrime dal giovane martire. Lorenzo, venuto da Aragona, era uno dei sette diaconi di Roma. Venne martirizzato nell’agosto del 258 durante la persecuzione voluta dall’imperatore Valeriano.

Morì bruciato vivo su una graticola: una morte estremamente dolorosa e lunga. In ricordo del suo martirio è nata l’usanza di poter esprimere un desiderio, cioè di chiedere una “grazia”.

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