Cookie Policy I giardini del bosco di Capodimonte. Video B2+ - Italianclassinitaly
Sab. Ott 1st, 2022

Oggi andiamo a visitare Napoli e i giardini del bosco di Capodimonte.

Continuiamo il nostro viaggio attraverso le bellezze dell’Italia. Quando visiterai Napoli, oltre a tanti altri luoghi che meritano la tua attenzione, non puoi perderti il quartiere residenziale di Capodimonte. Insieme al maestoso museo qui hai la possibilità di visitare i giardini del bosco.

Si tratta del Real bosco di Capodimonte, un grandissimo parco pubblico situato su una collina da cui si può ammirare tutta la città; un parco di circa 134 ettari, che accoglie 400 specie vegetali diverse piantate qui nell’arco di due secoli.

Il video che segue ti racconta la sua storia. E’ un video che raccomandiamo agli studenti di livello avanzato non tanto per il lessico quanto per la grammatica. Noterai infatti che i due ragazzi usano molte forme passive che in genere si affrontano in un corso d’italiano di livello B2.

Tutti i verbi transitivi possono avere una costruzione passiva il quale si forma con le forme del verbo essere o venire (in tutti i modi e tempi) + il participio passato. I due ragazzi, che ci raccontano la storia dei giardini del bosco di Capodimonte, usano soprattutto la forma del verbo essere e venire al passato remoto, che abbiamo ripassato negli articoli precedenti.

Guarda il video con attenzione

Siamo al bosco di Capodimonte, pensate che nel 2014 venne eletto il parco più bello d’Italia! Tutta questa zona nel ‘700 era utilizzata da Carlo di Borbone per le sue battute di caccia.

Adesso completa il testo del video aggiungendo le parole che mancano.

Il parco venne progettato nel 1734 da Ferdinando San Felice, uno degli   più illustri dell'epoca. Pensate che il suo progetto prevedeva oltre 120 ettari di parco in realtà, però, la zona dedicata al   era soltanto quella antistante la Reggia mentre il resto del progetto prevedeva zone per le battute di  , fabbriche e vedute sul golfo di Napoli; andiamole a scoprire.

Il parco venne aperto al pubblico, per la prima  , nel Regno delle due Sicilie infatti fu Ferdinando I a garantire al pubblico l'accesso al parco due volte l'anno, durante le feste religiose. I    potevano così raggiungere l'eremo dei cappuccini che si trova al termine del parco.

Nel corso degli anni la flora del parco si è arricchita, addirittura le   che si trovano alle nostre spalle vennero piantate oltre 150 anni fa dai Savoia. Nascosta dietro gli alberi di Porta Piccola c'è la   del primo direttore del bosco di Capodimonte; era il tedesco Friederich Dehnhart e pensate che la disposizione degli alberi e dei   attuale è stata pensata da lui nella sua gestione di ben duecento anni fa. Anche molte varietà di piante ancora esistenti nel    sono state piantate durante la sua gestione.

Il direttore visse quasi cento anni, dal 1783 al 1870, e per quaranta anni fu a capo del bosco di Capodimonte. Inizialmente era professore di botanica all'Università di Gottinga poi fu chiamato a Napoli come   del Giardino dei Camaldoli. Dehnhart dette anche il suo nome a un sacco di piante, ad esempio c'è una pianta australiana chiamata eucalyptus camaldulensis proprio perché furono piantati 3 eucalipti sulla   dei Camaldoli a fini di studio. E oggi, a ricordarlo, c'è una   in un punto un po' nascosto del bosco, proprio nel luogo che fu amato da lui per tutta la vita.

Ci troviamo adesso a Porta di Mezzo; questa porta separa la   del giardino e quindi della Reggia da un'altra zona che è la zona più antica del parco ed è costituita da questi vialoni che conducevano Carlo di Barbone verso il suo   di caccia.


 

Quella che oggi vi abbiamo raccontato è la storia del giardino di Capodimonte. In realtà questa zona, quella del bosco, racchiude altre mille altre storie pensiamo ad esempio alla Grotta di Maria Cristina, alla Scuola di ceramica o ai finti reperti archeologici romani che si trovano qui…

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