La dama di Leonardo, per la rubrica l’italiano e l’arte.

L’italiano e l’arte. Torniamo a parlare del Rinascimento e del grande Leonardo con un quadro molto famoso, La dama con l’ermellino che si può ammirare in Polonia, a Cracovia, presso il Museo Czartoyski.

Gli artisti del Rinascimento hanno dato grande importanza alla figura umana ponendola al centro delle loro composizioni. In questo modo mostravano che “l’uomo è misura di tutte le cose” perché , per loro, l’essere umano è colui che può garantire l’ordine e l’armonia.

Attraverso il ritratto, Leonardo ha fissato in pittura ciò che non può essere descritto a parole: sentimenti ed emozioni che vengono espressi attraverso il leggero movimento del volto, la piega delle labbra, la luce dello sguardo cioè tutto quello che secondo l’artista toscano rappresenta i “moti dell’anima”.

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La dama con l’ermellino è un dipinto, a olio su tavola, di piccole dimensioni (54 cm per 40), realizzato da Leonardo da Vinci tra il 1488 ed il 1490. A lungo gli 1.__________ si sono interrogati sull’identità della giovane donna rappresentata e sul perché stringa tra le braccia un ermellino, cioè non proprio un animale da compagnia.

Ma aldilà dei simboli, degli ___________ il quadro a un taglio particolarmente innovativo per la sua epoca e ci permette di fare un salto indietro nel tempo, in quella Milano dove Leonardo trascorse uno dei periodi più fecondi della sua vita.

Ma andiamo con ordine; partiamo proprio dalla bella modella del dipinto. L’animale che tiene in braccio ci permette di individuare l’identità della stessa, si tratta con ogni probabilità di Cecilia Gallerani.

Proveniente da una famiglia al 3._____________ degli Sforza, Cecilia conosce giovanissima il futuro Signore di Milano, Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, che rimane affascinato dalla sua bellezza e della sua intelligenza.

Le testimonianze dell’epoca la descrivono come una donna istruita ed una eccellente 4.______________ dei salotti culturali della Milano rinascimentale. Così che il Duca di Milano desiderava averla al suo fianco sempre, anche nelle occasioni ufficiali, e la sua 5._____________ verso la bella dama lo portò a farla ritrarre da un artista già noto all’epoca per le sue capacità poliedriche e innovatrici: Leonardo da Vinci, ospite presso la corte sforzesca già a partire dal 1482.

In greco ermellino si dice galè e la sua presenza nel dipinto alluderebbe quindi al 6.___________ della fanciulla, appunto Gallerani, come avviene in un altro grande ritratto di Leonardo: il ritratto di Ginevra dei Benci, dove il nome della modella è evocato dal ginepro rigoglioso alle sue 7.____________.

Ma come potè Leonardo mettere in braccio alla modella un animale selvatico e riottoso come l’ermellino?

Sono in molti a pensare che Leonardo abbia utilizzato come modello un più docile furetto, all’epoca molto comune nella campagna lombarda. Le 8.____________ e le fattezze della bestiola, indurrebbero proprio a pensare ad un furetto.

Nell’opera di Leonardo lo 9.___________ del ritratto quattrocentesco, cioè il classico mezzobusto di tre quarti venne superato. Leonardo concepì, infatti, una duplice rotazione con il busto della modella rivolto a sinistra e la testa della stessa, a destra. Vi è corrispondenza tra il punto di vista di Cecilia e dell’ermellino.

L’ ermellino e la fanciulla sembrano identificarsi, sembrano guardare nella stessa direzione.

Oltretutto con la 10._____________ a spirale della modella, lo spettatore viene di fatto escluso da ogni eventuale coinvolgimento. La giovane donna, infatti, sembra voltata e rivolge la sua attenzione a qualcosa che l’ha distratta, al di fuori dal quadro.

Grande rilievo viene poi dato al movimento della mano che accarezza un animale con le dita affusolate. Da essa traspare la cura dei particolari: i contorni delle 11.____________, le rughe attorno le nocche, il tendine, che denotano la grande maestria di quel superbo studioso di anatomia qual’era Leonardo.

Inoltre un impercettibile 12.__________ aleggia sulle labbra della donna. Un po’ lo stesso sorriso che possiamo osservare in altri capolavori leonardeschi quali il San Giovanni Battista e, soprattutto, la Gioconda.

Si tratta dunque di una scelta stilistica tipica di Leonardo, che prediligeva una lieve 13.___________ delle emozioni piuttosto che una eclatante esplicitazione di queste ultime.

L'outfit della giovane è curatissimo e ricercato, come si addice ad una dama di corte.

La fanciulla veste alla spagnola, come divenne di moda Milano in seguito l'avvicinamento degli Sforza al regno di Napoli. Le 14.____________ del vestito sono ampie e preziose, adornate da nastri, mentre l'acconciatura è alquanto elaborata. I lisci capelli castani sono divisi da una riga centrale in due bande, raccolte sul retro da una coda infilata in una guaina sotto il mento. Al collo una lunga collana di granate, simbolo di fedeltà, che spicca sulla 15.________________ luminosa.

Cecilia ebbe poi un bambino da Ludovico il moro che tuttavia non la sposò anche se riconobbe il figlio.

La dama si trasferì presso il palazzo Carmagnola a pochi passi dal castello Sforzesco e portò con sé il ritratto. Il quale poi, a partire dal 1801, entrò nella collezione dei 16.____________ di Czartoyski che lo portarono da Parigi in Polonia.

Durante la seconda guerra mondiale gli invasori nazisti scovarono il quadro nei 17.____________ del castello del Babel dov'era nascosto e lo portano in Germania. Lo restituirono nel 1946 e sull'angolo della tavola fu scoperta l'impronta di un 18._____________, segno di un trattamento non proprio rispettoso.

Il capolavoro di Leonardo da Vinci, dopo due spostamenti prima al castello del Wawel e poi al museo nazionale Cracovia, è attualmente conservato nella sede originale cioè il Museo Czartoryski di Cracovia.

Rispondi alle domande:

Chi è la donna rappresentata nel dipinto?

Dove viveva?

Da quale particolare si deduce l'identità della dama?

Dove si trova adesso il quadro?

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