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La festa di Ognisanti. Lettura. B1/B2.
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Ognisanti non ha niente a che vedere con Halloween.

In Italia il 1 novembre è festa. Le scuole rimangono chiuse e così gli uffici pubblici. É la festa di Ognisanti cioè il giorno in cui si festeggiano tutti i santi e i martiri della tradizione cattolica. Il 2 novembre è invece la festa dei morti o dei defunti.

L’origine della festa di Ognisanti è molto antica, risale ai tempi pagani, quando tra il 31 ottobre ed il 1 novembre, si festeggiava Nos-galan-gaef, notte delle calende d’inverno, momento di contatto tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti. Nel VII secolo, con l’avvento al soglio pontificio di Papa Bonifacio IV, cercarono di cristianizzare la festa pagana, conferendole un significato religioso: la celebrazione dei Santi e dei martiri, morti che sedevano in Paradiso.

Per chi crede, ancora oggi, in questa notte il velo che divide questo mondo da quello ultraterreno, diventa più sottile. Per questo motivo il 1 e il 2 novembre sono i giorni dedicati al ricordo di chi non c’è più.

Si narra, infatti, che durante la notte tra il 1 e il 2 novembre l’anima dei nostri antenati sia in grado di oltrepassare quel velo e venire a farci visita.

Ogni regione ha le sue trazioni per festeggiare questo particolare momento dell’autunno. In molti si recano al cimitero, o camposanto, per portare un lume e dei fiori sulle tombe dei morti. Alcuni lasciano sulla finestra delle pietanze o dell’acqua affinché i morti, che tornano a visitare i loro cari, possano ristorarsi.

Fino a non molto tempo fa in Val D’Ossola, Lombardia, gli abitanti dopo cena lasciavano vuote le loro case piene di cibo preparato per l’occasione, per far sì che i defunti potesserono visitarle. Tutti si recavano al cimitero e recitavano il rosario. Al suono delle campane, simbolo di riconciliazione tra vivi e morti, era possibile rientrare nelle proprie abitazioni.

A Matera, in Basilicata, si credeva che il primo novembre i morti scendessero in città dalle colline del cimitero, stringendo un cero acceso nella mano destra. Un’altra leggenda altrettanto diffusa aveva come protagonista un monaco bianco che compariva la sera del 1 novembre per le strade dei Sassi.

Si racconta che questo personaggio attraversava, munito di bastone, le strade per poi sparire in un muro.

Sono davvero tante le leggende e le tradizioni che accompagnano questi due giorni. Certo è che in tutta Italia si celebra questa festa con tavole imbandite e dolci dei morti. Oltre a preghiere, crisantemi e visite al cimitero.

Se vuoi approfondire l’argomento leggi anche: La notte dei morti prima di Halloween.

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