Quando si raddoppia la consonante e perché?

Il raddoppiamento della consonante all’interno di una parola è il problema con cui si scontrano tutti i bambini italiani alla scuola primaria … ma non solo. Anche per gli studenti stranieri le lettere doppie, possono rappresentare un ostacolo. La senti la differenza tra caro e carro? Luca e Lucca?

La prima cosa da sapere è proprio che il raddoppiamento delle consonanti nasce dall’esigenza di non confondere parole dal suono simile ma dal significato del tutto diverso. Lo sai che differenza c’è tra la parola copia e la parola coppia? Oso, nel senso di io oso, e osso? Hanno un signifcato molto diverso.

Così come le seguenti coppie di parole che ti invitiamo ad osservare con attenzione, e magari cercare sul vocabolario, per notare come la lettera doppia crei un vero cambiamento di significato:

casa/cassa

faro/farro

fato/fatto

pala/palla

pena/penna

rosa/rossa

sera/serra

tono/tonno

Ovviamente per chi non è madrelingua sentire la doppia n di tonno e quindi scriverla, non è sempre facile. Ci sono, però, delle regole che possono aiutarti a ricordare quando scrivere la lettera doppia e quando no. Vediamole insieme:

  1. La lettera Z non raddoppia mai se seguita -ia, -io e -ie. Lo stesso vale per le forme plurali di queste parole: grazia, acrobazia, letizia, furbizia, diplomazia, sazio, spazio, topazio, vizio, ozio, pazienza, grazie, balbuzie.

Sono un’eccezione alla regola parole come: pazzia, razzia e parole derivate dal sostantivo razza, come per esempio razziale.

La lettera z raddoppia nei verbi che terminano in -zzare, nella prima persona plurale del presente indicativo.

organizzare – organizziamo

analizzare – analizziamo

disprezzare – disprezziamo

sterilizzare – sterilizziamo

anestetizzare – anestetizziamo

Ci sono anche dei sostantivi che, a causa della loro derivazione, si scrivono con la doppia z:

carrozziere perché deriva da carrozza

corazziere perché deriva corazza

tappezziere perché deriva da tappezzare

2) La lettera b non raddoppia mai davanti a “ile”: sensibile, probabile, solubile.

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