woman in historic costume with poetry bookPhoto by JJ Jordan on <a href="https://www.pexels.com/photo/woman-in-historic-costume-with-poetry-book-4235845/" rel="nofollow">Pexels.com</a>

Italiano L2, studiamo insieme i più grandi poeti.

Per gli studenti di italiano L2, in questo caso studenti delle scuole medie superiori, la cui lingua madre non è l’italiano, affrontare le poesie di Francesco Petrarca può non essere una questione semplice.

Vediamo insieme se possiamo raccontare chi era il grande poeta toscano, che cosa ha scritto e come. Insieme a Dante e Boccaccio, è considerato il fondatore della letteratura italiana. I tre poeti, infatti, sono chiamati le tre corone fiorentine.

La vita di Francesco Petrarca:

Francesco Petrarca nasce ad Arezzo il 20 luglio del 1304. Suo padre è un fiorentino importante di nome Ser Petracco che quando Francesco nasce si trova in esilio ad Arezzo. Fa il notaio e per lavoro viaggia molto. Nel 1312, quando Francesco ha 9 anni, si trasferisce con tutta la famiglia ad Avignone, in Francia. In quel periodo Avignone è la sede del Papa e della curia e l’esperienza che il giovane Francesco ha la possibilità di vivere nel territorio francese, è molto importante nella sua formazione.

Suo padre desidera che tutti i suoi figli seguano le sue orme e studino giurisprudenza e così Francesco di nuovo si mette in viaggio andando prima a Montpellier e dopo a Bologna per frequentare l’Università di legge. La giurisprudenza, però, piace poco al giovane Petrarca il quale si appassiona sempre più alla letteratura e, nella città dell’Emilia Romagna, inizia a frequentare i circoli letterari.

Quando suo padre muore, nel 1326, Petrarca torna ad Avignone e decide di lasciare gli studi di legge per dedicarsi completamente agli studi letterari. In questo periodo, precisamente nel 1327, succede un’altra cosa determinante nella sua vita e per la sua poetica: Il giorno di Pasqua, andando a messa, Francesco incontra Laura e se ne innamora perdutamente.

L'amore di Petrarca

Secondo gli studiosi Laura è una donna realmente esistita il cui vero nome era Laura de Noves, una nobildonna francese, moglie del Marchese Ugo De Sade. E’ la donna a cui il poeta dedicherà la sua opera più famosa: Il Canzoniere nonostante lei non ricambi mai le sue attenzioni.

Nel 1330 Petrarca decide di prendere gli ordini minori, così che possa studiare senza preoccuparsi del proprio mantenimento. Il fatto di diventare chierico non gli impedisce di avere, comunque, due figli illegittimi: Giovanni e Francesca.

Il 16 Aprile del 1348, mentre la peste imperversava in Francia e in buona parte dell’Italia, Laura muore. Distrutto dal dolore, Francesco continua a viaggiare e durante uno dei suoi viaggi incontra Boccaccio con cui stringe una bella amicizia. Nel 1353 Petrarca, lascia la Francia e si stabilisce definitivamente in Italia, vivendo agiatamente e con grandi soddisfazioni, visitando nuovi luoghi e incontrando vecchi amici.

Viaggia molto durante tutta la sua vita, vive una vita piena e senza problemi economici, in vecchiaia si trasferisce, con la figlia Francesca, in un piccolo borgo vicino a Padova, Arquà, dove muore nel 1374.

Le sue opere più importanti sono il Secretum e il Rerum vulgaria fragmenta, più conosciuto con il nome di Canzoniere.

Hai compreso tutto? Rispondi alle domande:

Dove nasce Francesco Petrarca?

Che lavoro faceva suo padre?

Cosa studia da giovane?

Qual è la sua grande passione?

Come si chiama la donna di cui si innamora?

Che lavoro fa per mantenersi?

Quali sono le sue opere più famose?

Ti ricordi la data? Abbina la data all’avvenimento:

1304Muore suo padre
1326Muore Laura, il poeta lascia la Francia e si trasferisce definitivamente in Italia.
1327Francesca Petrarca muore ad Arquà, un piccolo borgo vicino a Padova.
1330Ad Arezzo, nasce Francesco Petrarca
1346Prende gli ordini minori e diventa chierico.
1374Incontra Laura per la prima volta

Parlare di Petrarca significa parlare d’amore.

Parlare d’amore in una classe d’italiano L2 può trasformarsi in un confronto su come si affronta il racconto delle emozioni nella propria cultura.

Attività: Leggi le frasi di Petrarca sull’amore e commentale

“Allor fui preso, e non mi spiacque poi sì dolce lume uscìa dagli occhi suoi”

Pace non trovo, et non ò da far guerra/ e temo e spero; et ardo, e sono ghiaccio/ et volo sopra ‘l cielo, et giaccio in terra (…)” = Non ho pace e tuttavia non ho mezzi per combattere/ ho paura e speranza e volo sopra il cielo e mi stendo per terra (…)

“e non m’ancide amor et non mi sferra/ né mi vuol vivo, né mi trae d’impaccio” = L’amore non mi uccide né mi libera/ non mi vuole libero, né mi salva

“ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse/ date udienza insieme/ a le dolenti mie parole estreme (…) ch’Amor quest’occhi lagrimando chiuda = dove amore, con i suoi begli occhi mi trafisse il cuore/ ascoltatemi tutti insieme/ alle mie tristi e ultime parole (…) che lAmore mi faccia morire a furia di piangere

Il Canzoniere – Rime sparse (Rerum vulgaria fragmenta)

 La maggior parte delle opere del Petrarca sono scritte in latino. In volgare egli scrive solo le liriche del Canzoniere e i Trionfi, opera rimasta incompiuta. Oggi è curioso osservare che il poeta si aspettava la fama da altre opere e non da quella che i posteri hanno considerato il suo Capolavoro: il Canzoniere. Petrarca, infatti, intendeva essere il continuatore dei classici cioè colui che riporta il gusto del bello e della nobiltà e si riproponeva di emulare i latini, anche nell’uso della loro lingua.

Contemporaneamente, però, scriveva versi in volgare fin dalla giovinezza e continuò a farlo fino alla fine della sua vita. Come se si trattasse di una sorte di diario o una collezione di Rime sparse, altro nome con cui viene ricordato il Canzoniere. Questa famosissima opera contiene poesie d’amore, anche quelle da cui sono tratte le strofe che hai letto prima, ed è divisa in due parti: “Rime in vita di Madonna Laura” e “Rime in morte di Madonna Laura”, dove si evidenzia l’amore per la sua donna, ma vi sono anche soggetti vari, compreso quello politico, che esalta l’Italia.

L’opera è composta da 366 componimenti, cioè uno per ogni giorno dell’anno + la premessa. Tra questi componimenti i più famosi sono: “Spirto gentil”, “Italia mia” e “Chiare, fresche e dolci acque”. In questa ultima poesia, il poeta esprime tutte le sue ansie e angosce.

Il canzoniere è un’opera piena dell’amore che il poeta prova per Laura, una passione tutta umana e terrena che non esclude l’aspetto sensuale. Il poeta affronta i propri conflitti interiori: la voglia di cedere alle illusioni e la disperata disillusione di non poter mai raggiungere la pace in quanto il suo amore non è corrisposto. Laura è rappresentata come una trasfigurazione dell’elemento paesaggistico: la sua figura non è presente, anche se il poeta ne descrive alcuni tratti corporei.

Laura vive nella memoria incantata del poeta, nell’armonia della natura primaverile (la pioggia di fiori), sublimandosi in essa.

Il paesaggio, come Laura, non è concreto ma stilizzato. Il paesaggio nel Canzoniere è espressione dello stato d’animo del poeta. È testimone, scena di avvenimenti interiori, perciò indeterminato e scandito da un ritmo che riproduce il percorso interiore dei pensieri e dei sentimenti che agitano il poeta.

Chiare fresche e dolci acque, canzone CXXVI

TestoParafrasi
Chiare, fresche et dolci acque, ove le belle membra pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo ove piacque
5. (con sospir’ mi rimembra)
a lei di fare al bel fiancho colonna;
herba et fior’ che la gonna
leggiadra ricoverse co l’angelico seno;
10. aere sacro, sereno,
ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse:
date udïenza insieme
a le dolenti mie parole extreme.


(…)
Oh trasparenti, fresche e dolci acque come lo siete nella mia memoria, nelle quali Laura immerse il suo bel corpo, colei che a me sembra l’unica degna di essere definita donna;
nobile ramo, dove lei
5. (lo ricordo ancora tra i sospiri)
scelse di appoggiare il bel fianco come si fa a una colonna;
erba e fiori dove la veste
leggiadra ed elegante ricoprì con l’angelico
lembo;
10. aria del cielo, serena, limpida
e resa sacra dalla presenza di Laura,
dove Amore grazie agli occhi di lei mi aprì il cuore:
ascoltate tutti
le mie dolorose ultime parole.

(…)

Nella prima strofa la bellezza del luogo fa da sfondo alla bellezza della donna. Il poeto lacerato dalle pene di amore, evoca il ricordo dell’amata in un’atmosfera incantata. Il poeta si sente così stanco e amareggiato da sentirsi vicino alla morte per questo nelle strofe successive esprime il suo desiderio di essere seppellito in quello stesso luogo.
Questa idea della morte vicina (poiché ormai la ferita di Amore è penetrata nell’animo del poeta e non può che fare il suo corso) dà all’intero componimento di un tono dolce-amaro.