Eleonora DuseRitratto di Eleonora Duse

Una delle più grandi interpreti teatrali.

Il drammaturgo russo Anton Čechov, la vide Eleonora Duse recitare a Mosca e, tornato a casa, scrisse: «Ho proprio ora visto l’attrice italiana Duse, in Cleopatra di Shakespeare. Non conosco l’italiano, ma ella ha recitato così bene che mi sembrava di comprendere ogni parola; che attrice meravigliosa!»

Questa meravigliosa attrice nasce a Vigevano nel 1858, in una famiglia di attori e fin dalla nascita vive nomade, passando da un palcoscenico all’altro. Si ammala presto di una polmonite che le lascerà strascichi pesanti per tutta la vita. La madre muore quando lei ha solo 17 anni ed è suo padre che cercherà di darle un minimo di istruzione, tra uno spettacolo e l’altro.

Assetata di conoscenza, e stabilità, nelle sue memorie racconta come la mancanza di una scuola e di affetti sicuri le abbia procurato una grande inquietudine. Il lavoro diventa il suo sfogo.

Ama molto. Per tutta la vita cerca affetto e consolazione tra le braccia di uomini, e non solo. Quasi mai si sente adeguatamente ricambiata. Da una giovanile storia sentimentale con il giornalista Martino Cafiero ha un figlio che muore poco dopo la nascita lasciandole un dolore inconsolabile. Il primo matrimonio, con l’attore Tebaldo Checchi, le porta la figlia Enrichetta, ma la storia con il marito si conclude abbastanza presto.

In seguito si lega all’attore, e amico, Flavio Andò con il quale intraprende un sodalizio pure professionale, ma anche in questo caso le cose funzionano più dal punto di vista lavorativo che da quello sentimentale.

Curiosa, indomita, amante delle lettere, della musica e dell’arte.

Eleonora stringe una preziosa amicizia con Arrigo Boito. Il legame, con il passare del tempo, si trasforma in una relazione amorosa lunga ma anche questa tormentata. Per lei Boito scrive parti femminili che ne esaltano, ancora di più, il talento ma non smette mai di ripeterle che considera la prosa un’arte minore rispetto alla lirica. Litigano spesso.

Nel 1889 Eleonora Duse parte per una tournée internazionale che la porta fin negli Stati Uniti. Durante questi viaggi comincia una fitta corrispondenza con il poeta Gabriele D’Annunzio. Nel 1894 fra i due nasce un’intensa storia d’amore. Insieme inaugurano una nuova stagione del teatro italiano che porta avanti poesia e teatro. D’Annunzio e Duse vanno a convivere insieme in una villa comprata dall’attrice sulle colline di Firenze.

Ma il poeta le è infedele, la Diva ne soffre ma tollera. Gli scrive: “Non parlarmi dell’impero della ragione, della tua ‘vita carnale’, della tua sete di ‘vita gioiosa’. – Son sazia di queste parole! – Da anni ti ascolto dirle. Non ti posso seguire interamente, né interamente comprendere […] Quale amore potrai tu trovare, degno e profondo, che vive solo di gaudio?”

Nel 1904 la storia tra questi due famosissimi protagonisti della vita culturale italiana, termina. In seguito D’annunzio renderà omaggio all’ex amante costruendone un culto, mentre la divina (così soprannominata perché considerata la più grade attrice del suo tempo) non vorrà più riallacciare i rapporti con lui, ferita dalla delusione dell’ultimo sogno d’amore infranto.

Eleonora Duse continua a lavorare con dedizione, riprende la sua vita nomade. Si approccia anche al cinema portando sullo schermo il libro di Grazia Deledda: Cenere.

Nei suoi viaggi l’accompagnano spesso giovani donne che lei ammalia e guida, lasciandosi ispirare da un personale, autentico, femminismo:

Il fatto è che mentre tutti diffidano delle donne, io me la intendo benissimo con loro! Io non guardo se hanno mentito, se hanno tradito, se hanno peccato – o se nacquero perverse – perché io sento che hanno pianto – hanno sofferto per sentire o per tradire o per amare… io mi metto con loro e per loro e le frugo, frugo non per mania di sofferenza, ma perché il mio compianto femminile è più grande e più dettagliato, è più dolce e più completo che non il compianto che mi accordano gli uomini.”

Negli ultimi anni della sua vita fonda a Roma una casa-libreria per giovani attrici. Per donne che in quel luogo possano trovare rifugio e, insieme, la possibilità di istruirsi. Muore in tournée, a Pittsburg, in America, a causa di un’aggravarsi di quella polmonite che l’ha accompagnata per tutta la vita. È il 1921, grazie all’intervento di D’Annunzio, che si appella a Mussolini, la salma della diva viene riportata in Italia. Riposa nel cimitero di Asolo come lei aveva richiesto.

Eleonora Duse (Vigevano 3 ottobre 1858 – Pittsburgh 21 aprile 1921)

Condividi:

Rispondi