storia della FIATFoto di Giovanni

La casa automobilistica torinese raggiunge un traguardo importante

La FIAT è un simbolo dell’Italia e la storia della Fiat è strettamente intrecciata con la storia di questo Paese. A Torino si sono incrociati i destini del movimento operaio e della grande impresa. L’azienda nasce nel capoluogo torinese, precisamente nello storico palazzo Bricherasio, l’11 luglio del 1899 con il nome di “Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili Torino”.

Tra i suoi fondatori c’è Giovanni Agnelli, capostipite di quella dinastia che ancora detiene la maggioranza del gruppo.

La prima auto Fiat ad uscire, verso la fine dell’anno 1899, è la 4 HP, progettata da Aristide Faccioli, uno dei fondatori che però poco dopo si dimetterà. Lo stabilimento di corso Dante, a Torino, viene inaugurato nel marzo del 1900; ci lavorano 35 operai.

Nel 1902 Giovanni Agnelli diventa l’amministratore delegato.

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale l’azienda inizia a produrre anche camion militari, aerei, autoambulanze, mitragliatrici e motori per sommergibili. Ma la produzione militare non cambia i piani di Agnelli che continua a pensare soprattutto alle auto.

Nel 1916 inizia la costruzione dello stabilimento del Lingotto, in un’area agricola alle porte di Torino. La fabbrica del Lingotto, a quei tempi la più grande d’Europa, diventerà rapidamente il simbolo dell’industria automobilistica italiana.

Alla fine della Grande Guerra l’Italia vive un decennio di estrema complessità e di profonde crisi economiche e sociali. Anche la Fiat è coinvolta, nel settembre del 1920 gli operai occupano le fabbriche. Nel novembre dello stesso anno Giovanni Agnelli diventa presidente del consiglio di amministrazione.

Dopo due anni molto difficili, nel 1923 riprende la crescita.

Probabilmente l’ascesa della fabbrica, da impresa locale a grande gruppo mondiale, si deve al rapporto con il fascismo e le sue imprese di guerra.

Siamo in un periodo di violenti conflitti economici e sociali e Giovanni Agnelli intuisce il potenziale di consenso popolare che sarebbe derivato da un diretto coinvolgimento nel calcio. Acquisisce la squadra della Juventus e mette suo figlio Edoardo a guidarla.

Nel 1932, in pieno Regime Fascista, debutta la Balilla seguita quattro anni dopo dalla Topolino, uno dei modelli più celebri, che con motore di 569 cm3, è la più piccola auto del mondo a essere prodotta in serie.

storia della FIAT

Durante la Seconda Guerra Mondiale c’è una riduzione drastica della produzione di autovetture mentre si quintuplica il numero dei veicoli industriali. Nel corso del conflitto, bombardamenti a tappeto sugli stabilimenti Fiat producono gravi danni all’attività produttiva.

La fine della Seconda Guerra Mondiale è un periodo complicato per la Fiat. Giovanni Agnelli è accusato di compromissione con il regime fascista, e perde temporaneamente la proprietà dell’azienda mentre il nipote Gianni Agnelli rimane azionista di maggioranza.

Con i finanziamenti del Piano Marshall, si avvia la ricostruzione degli impianti. Nel 1948 il personale passa da 55.674 a 66.365 unità, gli utili ricominciano a crescere.

Nel 1955 è il turno della Fiat 600 mentre due anni dopo debutta la Nuova 500, auto simbolo del boom economico italiano (periodo d’oro che va dal 1950 al 1963). Arriva anche la 600 Multipla, la madre di tutte le monovolume.

Boom economico

Nel 1966 “l’avvocato” Giovanni Gianni Agnelli, nipote del fondatore, diviene presidente della Società.

Escono altre auto diventate pietre miliari: la 128 nel 1969, la 127 nel 1971 ma questi sono anche gli anni di dure contestazioni. Nel 1969 la conflittualità aziendale raggiunge il culmine, con un totale di 15 milioni di ore di sciopero. Nel 1980 migliaia di impiegati e quadri Fiat sfilano  per le strade del capoluogo piemontese; la «marcia dei 40 mila».

É l’anno in cui esce la Panda e nel 1983 arriva un altro modello che farà epoca, la Fiat Uno, con carrozzeria firmata Giugiaro com’era quella della Panda. Nel 1984 Fiat Auto Spa acquisisce l’Alfa Romeo Spa, mentre nel 1993 con il prestigioso marchio sportivo Maserati raggiunge l’attuale composizione dei marchi auto.

Il nuovo millennio non sorride alla Fiat, che deve attraversare gli anni più difficili della sua storia. Il 24 gennaio 2003 muore l’avvocato Gianni Agnelli, gli succede il fratello Umberto, che scompare appena un anno dopo. La presidenza passa quindi a Luca Cordero di Montezemolo, con Sergio Marchionne amministratore delegato. A distanza di mezzo secolo da quella originale, nel luglio del 2007, viene lanciata sul mercato la 500 degli anni Duemila.

Nel 2009 c’è la firma dell’alleanza fra Fiat e Chrysler; l’anno successivo è nominato presidente John Elkann, nipote di Giovanni Agnelli. Gli anni della crisi economica vengono superati con una gestione criticata dagli appassionati perché interessata solo a tenere in ordine i conti. Vengono lanciati vari modelli tra cui la nuova Panda, 500X (il primo SUV Fiat).

Nel 2019 Mike Manley, erede di Marchionne, firma per dare vita a Stellantis che nasce nel 2021. Sono passati 125 anni da quella riunione in un palazzo storico di Torino e sono cambiate tante cose.

Appunta le parole:

capostipite

dinastia

stabilimento

operai

sciopero

contestazioni

consenso

acquisire

“lanciare sul mercato”